“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.”
Francois de la Rochefoucauld

Buona cacca a tutti!

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Lo so, il titolo fa sorridere, forse persino imbarazzare chi è particolarmente sensibile all’argomento, ma era ora che si parlasse chiaramente del prodotto finale della nostra digestione: la cacca!

Argomento sicuramente imbarazzante nella nostra società civilizzata, che cerca di allontanare tutto ciò che è naturale e un po’ sgradevole, ma argomento fondamentale per chi vuole prendersi cura non solo del proprio intestino, ma della propria salute!

Del resto, salute e intestino sono strettamente collegati. Già Ippocrate, 2.500 anni fa, era fermamente convinto che l’intestino fosse l’origine di tutte le malattie, tanto da scrivere: “La morte comincia nel colon” e “Tutte le malattie hanno inizio nell’intestino”.

E’ intuitivo. E’ dall’intestino che assorbiamo il cibo ed è dall’intestino che eliminiamo ciò che non serve e ciò che è diventato tossico durante il processo digestivo.

Se queste due funzioni vengono in qualche modo alterate iniziano i guai, che il dottor Adrian Schulte, autore del libro “Buona cacca a tutti!”, illustra alla perfezione.

Questo libro è davvero prezioso per tanti motivi, non solo perché illustra in modo semplice, ma preciso, il funzionamento del nostro sistema digerente e tutto quello che possiamo fare per “dargli una mano”, ma anche per ricordarci un’antichissima pratica dimenticata da qualche secolo: l’osservazione delle feci per fare un piccolo controllo quotidiano di ciò che accade nel nostro tubo digerente. La cacca ci può raccontare tante cose!

Un tempo l’osservazione delle feci faceva parte della realtà quotidiana di ogni persona, soprattutto finché non abbiamo inventato i gabinetti….che facevano sparire nell’oblio le prove delle nostre malefatte o del nostro comportamento virtuoso. In Germania esistono ancora gabinetti conformati in modo da raccogliere le feci prima di tirare l’acqua e poter quindi eseguire un controllo. Quindi questa consapevolezza non è andata completamente perduta.

Il dottor Schulte (specializzato in medicina generale e naturopatia, primario e direttore sanitario del F.X. Mayr Zentrum Bodensee di Uberlingen) ci spiega bene come la salute del tubo digerente sia in stretta relazione con moltissime malattie e come una sana alimentazione non sia sufficiente se non è accompagnata da una buona digestione.

Per “digestione” non si intende semplicemente quello che accade nello stomaco e la sensazione di aver digerito oppure no.

Nel libro viene spigato molto chiaramente che la digestione si compone di moltissimi passaggi e chiama in campo molti giocatori, anche qualcuno al di fuori dal tubo digerente vero e proprio, come il fegato e il pancreas.

Il nostro tubo digerente è composto da molte parti e ognuna ha il suo preciso compito e lavora bene solo se il cibo è ben masticato, naturale, di alta qualità, non eccessivo e consumato nei momenti giusti.

Uno degli aspetti fondamentali su cui si sofferma l’autore è proprio la masticazione. Per chi già si interessa dell’argomento o ha già avviato dei cambiamenti alimentari, non c’è nessuna sorpresa. Ma sono sicura che per molte altre persone sarà una sorpresa scoprire come una buona o una cattiva masticazione possano influire profondamente su tutto il tubo digerente e sul risultato finale di questo immenso lavoro.

Se mastichiamo alla perfezione, lo stomaco non dovrà fare un super lavoro prima di consegnare il cibo all’intestino, quindi non avremo pesantezza dopo mangiato, l’intestino non dovrà difendersi dai guai prodotti dal cibo masticato male, non ci saranno fermentazioni, non produrremo tossine e veleni e il transito del cibo nel tubo digerente sarà più veloce. Questo si traduce non solo in termini di benessere generale, ma anche di prevenzione praticamente di tutte le malattie, in particolare di quelle auto immuni, circolatorie e dei tumori.

Un piccolo esempio del legame con l’apparato circolatorio? La putrefazione data dalle uova mal digerite, produce delle tossine che provocano la calcificazione delle arterie!

L’autore ci ricorda che masticare a lungo, almeno 30 volte, ci aiuta persino a non ingrassare, perché i segnali di sazietà arrivano prima. Infatti masticare a lungo ha due importanti effetti sugli ormoni circolanti nel sangue: abbassa la Grelina, che serve per farci venire fame e alza il Glucagone-simile-1 e la Colecistochina, che ci fanno passare la fame!

E non è finita, una lunga masticazione di un cibo che ci piace, scatena le papille gustative, che a loro volta attivano dopamina, serotonina e oppiacei, che ci fanno sentire sazi, felici e soddisfatti del pasto. Ma i vantaggi di una lunga masticazione sono davvero molti altri e nel libro sono spiegati proprio tutti!

La mia opinione sul libro

I punti di forza:

    • La masticazione

L’autore ne parla più volte, considerandola il pilastro fondamentale per una buona salute,
per una perfetta digestione e per “curare” l’intestino.

      • Il concetto di moderazione

Ottimo consiglio! Oggi si tende a mangiare troppo! Soprattutto quei cibi che invece, nella
storia alimentare umana sono sempre stati consumati con molta moderazione (tranne in
alcuni periodi storici all’interno di alcune classi sociali, che infatti ne hanno pagato
il prezzo): il cibo animale in generale e in particolare carne e prodotti caseari. L’autore
ci invita alla moderazione anche per quei cibi che diventano n vero e proprio veleno se
assunti spesso e in grandi quantità: gli zuccheri raffinati!

      • La cena leggera

Anche il dottore Schulte ci ricorda gli antichi detti popolari: colazione da re, pranzo da ricco e cena da povero.

      • Latte e derivati

Ottime le spiegazioni dei problemi che i latticini possono creare all’intestino (ma non solo), ma davvero interessante il discorso su quanto il latte di oggi sia diverso da quello di un centinaio di anni fa, quando gli animali erano allevati diversamente, producevano meno latte, pascolavano e non esistevano la pastorizzazione e l’omogenizzazione. Da alcuni studi è emerso che il latte omogenizzato (per ridurre le particelle di grasso e renderlo più digeribile a tutti, anche a chi ha dei problemi con il latte) scatena una forte reazione allergica con consistente produzione di istamina e conseguenti reazioni cutanee, asma e ingrossamento dell’intestino.
Ora è più chiaro, anche da un punto di vista biochimico, il collegamento che la macrobiotica crea tra asma, reazioni cutanee e latticini!!!

      • La frutta

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di andare contro le informazioni ufficiali e spiegare perché dobbiamo consumare la frutta con moderazione.
Il problema principale della frutta è il fruttosio, uno zucchero semplice particolare, che possiamo assorbire e trasformare solo in parte. Sembra che il nostro corpo abbia dei limiti nei confronti del fruttosio e che un intestino sano possa trasportare nel sangue ogni giorno non più di 30-40 g di fruttosio. Secondo il dottor Schulte, se nell’intestino tenue ne arriva di più, viene spedito subito all’intestino crasso per essere eliminato, ma in questo modo diventa cibo per una eccessiva proliferazione batterica e causa la formazione di gas e spesso anche di diarrea. Per farsi un’idea, una mela contiene dai 10 ai 15 g di fruttosio… Ti è mai capitato di esagerare con la frutta e di ritrovarti con il mal di pancia? E’ l’eccesso di fruttosio!
L’autore ricorda, giustamente, che un tempo la frutta rappresentava solo una piccola aggiunta all’alimentazione e non era nemmeno presente tutto l’anno, nei climi temperati.
C’è un altro problema con il fruttosio: il fegato. Il fruttosio che riusciamo ad assorbire viene mandato al fegato per essere trasformato, più o meno come accade per l’alcol e proprio come per l’alcol, in grandi quantità diventa tossico e può favorire la steatosi epatica.
Il segreto è non esagerare!

      • Il semi-digiuno

Concordo con l’idea del semi-digiuno una volta a settimana, soprattutto se dobbiamo rimetterci in sesto o dopo periodi di sgarri troppo frequenti. Il semi-digiuno è bel tollerato praticamente da tutti, è relativamente sicuro (nel senso che se ci sono problemi di salute seri ci vuole comunque un controllo medico) ed ha davvero tanti benefici. In cosa consiste? Nel mangiare in modo molto leggero, con verdure e volendo dei semi oleosi e la sera digiunare totalmente oppure consumare un brodino di verdure, una zuppa di miso, ecc.

      • No a caffè, alcol e zucchero

I grandi veleni, che il dottor Schulte ci consiglia di evitare soprattutto durante il periodi di “pulizia” dell’intestino e poi di usare con moltissima moderazione. Aggiungerei alla lista le farine raffinate e la carne in tutte le sue forme.

I punti critici:

      • I cereali

Come spesso ho visto accadere nei libri di questo genere, l’argomento “cereali” è sempre incompleto e confuso, perché non viene fatta la necessaria distinzione tra le farine e i chicchi interi. Equiparandoli si crea confusione in chi non si intende dell’argomento. Parlare semplicemente di “carboidrati” genera davvero una grande confusione e spinge le persone a demonizzarli tutti indistintamente.
Quando parla di cereali, l’autore inizia criticandoli senza distinzioni, quindi sembra che si stia riferendo a tutti i cereali indistintamente, sia per tipologia (grano, miglio, riso, ecc.), sia per forma (chicco, fiocchi, farine, ecc.), sia per eventuale raffinazione ed elaborazione industriale, ma anche coltivazione e selezione genetica (cita ad esempio l’adenosina trifosfato amilasi, una proteina indotta nei moderni tipi di grano potenziato, per rendere la pianta più resistente agli insetti e che danneggia l’intestino).
Poco dopo però si capisce che si stava riferendo solo al grano, al glutine e alle terribili modifiche che il pane ha subito negli ultimi 100 anni. E’ un peccato creare questa confusione!

      • I batteri intestinali

Non concordo con l’idea che i batteri nell’intestino non siano poi così utili come abbiamo sempre pensato. L’autore sostiene che non siano indispensabili, ma semplicemente inevitabili. Suggerisce quindi di fare attenzione a che si sviluppino solo batteri innocui e non quelli patogeni. Su questo sono d’accordo, certo! 🙂
Però non credo siano solo inevitabili, ma anche indispensabili. Credo che i batteri nell’intestino siano equiparabili ai batteri nel terreno, che aiutano le piante a trasformare e assorbire i nutrienti e ad evitare marciumi e putrefazioni, trasformando la materia organica in humus, quindi in concime prezioso.
In base alla mia esperienza personale e a quella con i miei clienti, “nutrire” i batteri buoni può davvero cambiare le condizioni dell’intestino e di tutto il nostro corpo, persino della mente.
Sono moltissimi gli studi da cui emergono i vantaggi di “nutrire” i batteri buoni, ad esempio con tante fibre nell’alimentazione o integrazione di inulina o frutto-oligosaccaridi. Emerge che aumentano i batteri buoni (lactobacilli, eubatteri e bifidobatteri) e si riducono i batteri patogeni (clostridi, batterioidi e fusobatteri).
Non solo, quando i batteri buoni prosperano felici, aumenta la produzione di acidi a catena corta, con azione mucoprotettiva, modulatrice del ricambio e del metabolismo degli enterociti, inibente sui batteri patogeni, di riduzione della sintesi di colesterolo, aumento della produzione delle vitamine del gruppo B, della vitamina K, aumento dell’assorbimento dei minerali e acidificazione dell’ambiente del colon (che è fondamentale!).

      • Il programma detox di 10 giorni

Come tutti gli approcci nutrizionali, anche questo manca della visione energetica. Non considerando le energie sottili, manca un pezzo del puzzle. Ad esempio, non viene considerato l’effetto contraente e indurente dei prodotti da forno (che possono quindi far perdere peristalsi e produrre stitichezza), l’effetto indebolente dei frullati, che se benefici da un lato, possono non esserlo su intestini indeboliti dall’eccesso di yin, infiammati e in disbiosi.
Aggiungerei poi che, sulla base della mia esperienza con i miei clienti, non è necessario affrontare un periodo così rigido, basta migliorare l’alimentazione! E l’intestino farà il resto. Forse per condizioni di stitichezza grave, cronica e trattata da decenni con lassativi, potrebbe davvero essere necessario, ma negli altri casi non credo. Ovviamente sono mie opinioni, mi raccomando, prendete sempre tutto “con le pinze”!

      • Il sale inglese

Non concordo sull’utilizzo per tutti del sale inglese per pulire l’intestino. Credo che su intestini delicati e infiammati sia deleterio. Invece su intestini intasati da anni, potrebbe essere davvero un modo per “stappare”. 🙂

Conclusioni:

Ho potuto solo accennare ad alcune parti del libro, ma ci sono moltissimi altri argomenti importanti che vengono trattati, come l’impatto dello stress e delle emozioni sull’intestino (il nostro secondo cervello), il problema del sovrappeso, dei gas intestinali, della posizione che assumiamo in bagno (e che possiamo migliorare con un semplice sgabellino! E se non lo abbiamo c’è Squatti Potty), dell’equilibrio acido-base e tanti altri.

Nonostante io non sia d’accordo con alcune idee espresse nel libro, credo sia un buon libro, assolutamente da leggere. Come dico sempre, dobbiamo prendere il buono ovunque. E in questo libro, di “buono” ne troverete sicuramente tanto. Buona cacca a tutti voi! 🙂

E vi ricordo che la funzionalità intestinale sarà uno degli argomenti del corso a Cesena “La cucina che cura”, dove vedremo i rimedi macrobiotici specifici sia per la stitichezza, sia per colite e diarrea.

Puoi acquistare qui il libro scontato:

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Commenti

4 commenti
  1. Gentile Dealma, i tuoi commenti sono sempre molto chiari. Personalmente di libri del genere ne ho già altri, ma quelli che trovo molto interessanti sono i tuoi interventi. Ti leggo sempre, continua. Buona giornata. Bruno Oggionni

  2. Un libro che mi pare davvero interessante, e lo leggerò. Intanto mi complimento con Dealam Franceschetti per l’accurata recensione e soprattutto per i suoi commenti personali che aiutano a chiarirci le idee in merito a un argomento tanto importante. Grazie! .

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