“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.”
Francois de la Rochefoucauld

Colomba vegan

colomba nuova

La Pasqua è in arrivo…è ora di provare la colomba vegan!

Dopo anni di tentativi, di prove ed errori, finalmente sono riuscita a creare una colomba che mi soddisfa, nel gusto, nella consistenza e nell’aspetto!

Sono felicissima! 🙂

Non si scandalizzino i macrobiotici più rigorosi nel veder comparire tra gli ingredienti  una banana, il lievito di birra e 20 g di zucchero di canna grezzo per la glassa.

La Pasqua viene una volta l’anno, quindi possiamo permettercelo. 😉

Del resto cucinare una colomba che non ci soddisfa non ha senso, perchè rischia di non raggiungere lo scopo: stare alla larga da quella ben più problematica a base di zucchero bianco, uova e burro.

Lo zucchero utilizzato è quello scuro, integrale, chiamato Muscobado. Se non vuoi utilizzarlo, puoi evitare la glassa, o provare a farla solo con il malto. E’ un esperimento che farò per il prossimo anno. Anche la banana non è indispensabile, ma è utile per favorire la lievitazione. E per ciò che riguarda il lievito di birra, si può sostituire con il lievito madre, ma non tutti sono attrezzati a casa, per questo motivo ho scelto un lievito facilmente reperibile. Se sei appassionato di pasta madre, aggiungine 80-100 g al posto del lievito di birra, da sciogliere con un po’ d’acqua. 🙂

Con queste dosi ho ottenuto 4 colombine da 200 g l’una.

Ingredienti

Per l’impasto:

  • 200 g di farina manitoba
  • 100 g di farina tipo 2
  • 15 g di lievito di birra fresco
  • 150 g di malto di riso
  • la buccia grattugiata di mezzo limone
  • la buccia grattugiata di mezza arancia
  • ½ cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 50 ml di latte di soia
  • 60 g di uvetta
  • 70 g di olio di girasole o di mais
  • 1 cucchiaino di rum o di marsala (facoltativo)
  • 1 banana matura frullata o schiacciata con una forchetta
  • 50 g di mandorle bianche
  • 1 cucchiaio di succo d’arancia
  • farina q.b. per lavorare l’impasto

Per la glassa:

  • 40 g di mandorle bianche
  • 40 g di nocciole sgusciate
  • 20 g di zucchero di canna grezzo (“muscobado”)
  • 1 cucchiaio di malto di riso
  • il succo di una arancia

Per guarnire:

  • una manciata di mandorle
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna Muscobado

Mescola le due farine in una ciotola. A parte sciogli il lievito con 30 g di acqua tiepida (due dita di bicchiere circa). In un’altra ciotola unisci il lievito con 50 g del misto di farine e impasta. Forma una palla, copri la ciotola con un panno umido o della pellicola e metti a lievitare per 30 minuti in un luogo caldo (22-25°). Se la tua casa è ancora un po’ freddina, poi scaldare il forno a 60°, spegnere e dopo qualche minuto mettere dentro la ciotola con la porta del forno aperta di pochi centimetri.

La palla dovrebbe aver raddoppiato all’incirca il suo volume. A questo punto aggiungi 200 g del misto di farine, l’olio, il latte tiepido, le bucce grattugiate, la vaniglia, la banana frullata e un pizzico di sale. Mescola e trasferisci l’impasto su un piano di lavoro infarinato per lavorare l’impasto e farlo asciugare un pochino. Se con le mani fai fatica usa una spatola o un cucchiaio. Se serve aggiungi un poco di farina.

Rimetti l’impasto nella ciotola, coprila di nuovo e lascia lievitare ancora un ora e mezza (se serve nel forno tiepido).

Metti in ammollo l’uvetta per qualche minuto. Mescola il malto con 1 cucchiaio di succo d’arancia e il marsala (o il rum), per renderlo più fluido a aggiungilo all’impasto. Aggiungi anche l’uvetta strizzata bene e il misto di farine avanzato. Mescola con un cucchiaio e trasferisci di nuovo sul piano di lavoro infarinato. Cerca di impastare aggiungendo poca farina alla volta, in modo da ottenere un impasto molto morbido, ma che possa essere maneggiato senza attaccarsi alle mani.

Ora puoi trasferire l’impasto nello stampo che preferisci. Io ho usato 4 stampi piccoli di cartone che compro nei negozi dove vendono carta, scatole di carta, ecc.

Per distribuire bene l’impasto è meglio preparare per ogni stampo 3 parti, due piccole per “testa” e “coda” e una più grande per il “corpo”. Lo stampo va riempito fino a poco più di metà.

Lascia riposare le colombe e prepara la glassa. Riduci in farina le mandorle e le nocciole e trasferiscile in un mixer. Aggiungi anche lo zucchero grezzo, il succo d’arancia e il malto e frulla bene. Spalma la glassa sulle colombe in modo uniforme e decorale con qualche scaglietta di mandorla. Spolvera con poco zucchero grezzo e lascia lievitare ancora 1 ora al caldo.

Al termine della lievitazione l’impasto dovrebbe aver raggiunto il bordo dello stampo. Inforna a 160° per 45-50 minuti circa. Sforna le colombe e lasciale raffreddare.

Buona Pasqua macro-vegan! 🙂

Se hai difficoltà a reperire nei negozi il Muscobado, puoi ordinarlo qui:

Mascobado - Zucchero di Canna Integrale

Voto medio su 24 recensioni: Da non perdere

 

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Commenti

10 commenti
  1. e anche questa me la segno! ^^
    Buona Pasqua anche te Carissima 🙂

    • Tanti auguri anche a te Gata. Fammi sapere come è venuta la colomba! 🙂

  2. Ciao Dealma, ho fatto ieri la colomba. Ottima, proprio squisita, per me non ha niente da invidiare a quella originale. Devi sapere che ho dovuto ridurre la parte liquida negli ingredienti, perchè non era proporzionata alla dose delle due farine. Infatti il risultato è stato ottimo. Grazie. Ora farò le ricette del menu di Pasqua e ti farò sapere. Tanti auguri per una tranquilla e serena Pasqua e Pasquetta.

    • Sono contenta che sia venuta bene! La quantità necessaria di liquido dipende un po’ anche dalla farina. Certe farine assorbono di più e altre di meno. Hai fatto bene a diminuire i liquidi se ti sembravano troppi. Aspetto notizie del menù! 🙂

  3. Ciao 🙂 Questa ricetta può andar bene anche per il panettone?

    • Ciao Angela, si può andar bene. Comunque pubblicherò la ricetta per il panettone il 17 dicembre. 🙂

  4. Cara Dealma,
    grazie mille!!! Finalmente una ricetta sana senza rinunciare ad una bella fetta di colomba. Proverò a farla.
    Ti auguro una Pasqua armoniosa e una pasquetta frizzante e all’aperto.
    Beatrice

    • Grazie Beatrice, poi mi racconterai come è andata. Tanti auguri anche a te. 🙂

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