“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.”
Francois de la Rochefoucauld

Il grande lucernario

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“L’amore è la prima cura”…

Questa è la frase che mi ha convinta di avere tra le mani un libro davvero speciale, di un medico altrettanto speciale, sicuramente diverso dalla maggior parte dei medici che ho incontrato sul mio cammino.

Quando la Mondadori mi ha proposto di recensire il libro “Il grande lucernario,  la lezione di Umberto Veronesi e la nuova via per la cura”, scritto dalla scrittrice e dottoressa Maria Giovanna Luini (chirurgo senologo), che per 16 anni è stata assistente di Umberto Veronesi, la mia prima reazione di fronte ad un libro apparentemente così allineato con la medicina ufficiale, è stata di rifiuto: “Non posso parlare di questo libro sul mio blog! E’ troppo lontano dal mio modo di vedere il mondo e la salute!”.

La mia mente non riusciva a liberarsi dell’idea di una medicina che disumanizza, che “strappa” via gli organi e sopprime i sintomi.

Ma poco tempo dopo, passato lo “shock” iniziale, mi sono resa conto che anch’io stavo facendo l’errore che compiono quasi tutte le persone che si occupano di salute o di medicina (che sia ufficiale o alternativa): separare. Stavo anch’io cercando di difendere il mio modo di vedere, cercando di alzare un muro tra due visoni così differenti della salute e della malattia.

E così mi è balenato un dubbio: “E se facessi un primo passo io stessa? Se aprissi il “mio mondo” ad un modo di vedere che sento così lontano e forse in parte sbagliato? Se provassi a riconciliarmi con una medicina che in passato non mi ha mai aiutata e che anzi, mi ha creato tanti problemi?

Quando mi è caduto l’occhio sulle note biografiche dell’autrice e ho scoperto che al Metis di Milano promuove l’integrazione della medicina ufficiale con percorsi alternativi come il Reiki e la meditazione, mi sono definitivamente convinta.

E così ho deciso di tentare una sorta di esperimento di unione, anzichè procedere sulla solita strada della separazione.

Ho letto il libro e mi sono ricreduta. La mia prima impressione era sbagliata!

Questo è un libro speciale e qui trovate qualche mia riflessione, impressione e citazione dal libro. Chissà che possano essere utili a qualcuno, sia a chi sta di qua della “barricata”, sia a chi sta dall’altra parte, per trovare un punto di incontro.

Un medico decisamente “speciale”…

Sono felice che esistano medici “diversi” e davvero “speciali”, perché ne abbiamo tutti un disperato bisogno.

La dottoressa Luini è un medico che accanto ai farmaci prescrive i fiori di Bach, che parla di “energia”, che tratta i suoi pazienti con il Reiki, con i cristalli (oltre alla chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia) e che ha aperto la mente ad altre strade e interpretazioni della malattia, tanto da scrivere: “Ho la sensazione che alcune malattie arrivino per puntare il dito sulla distonia tra istinto e ragione, tra desideri innati e condizionamenti. Più si è lontani dall’essenza della propria reincarnazione, più la deviazione è stata ampia, e più il corpo fisico rischia di diventare il segnale di stop: fermati ragazza, dove stai andando?”

E’ un medico che parla persino di Aura, di vibrazione della materia, di musico-terapia, di perdono e  che con i suoi “doni” e la sua vibrazione corregge le disarmonie del corpo.

Tutto questo all’interno dello IEO, l’Istituto Europeo di Oncologia!

La dura realtà di un medico che si interessa di medicina alternativa e persino di “energie sottili”…

Mi ha colpita leggere delle sue difficoltà e della sua “lacerazione” tra la medicina ufficiale, che richiede rigore scientifico, e le sue doti speciali, la sua capacità di vedere “oltre” e di usare l’energia per aiutare le persone.

E scopro che non è la sola, che ci sono suoi colleghi o infermieri che fanno esperienze particolari, ma non possono raccontarle per non perdere credibilità.

In un passaggio scrive: Esistono medici e infermieri le cui mani curano ferite e malanni, tolgono il dolore, riducono il rischio di recidive del cancro se usate per qualche minuto sul campo operatorio durante la chirurgia, o la cui voce placa le angosce in uno strano miscuglio di consolazione psicologica e vibrazione sonora che ipnotizza (…). E’ una realtà nota che nessuno racconterà perché se sei laureato in medicina e hai una qualche specializzazione e un master rischi di passare per fesso se scivoli nei discorsi di fattucchieria, gli stessi discorsi da fattucchiera che negli anni mi hanno permesso di aiutare un sacco di gente essendo solo testimone più che artefice di guarigioni cliniche difficilmente ottenibili”.

Il lavoro difficile che sta compiendo la dottoressa Luini è quello di integrare la medicina ufficiale con tecniche non ancora riconosciute ufficialmente, ma efficaci. Condivido la sua posizione di “integrare”, anzichè creare la solita contrapposizione tra medicina ufficiale e alternativa.

Scrive: “So che troppe persone scappano dalla medicina ufficiale perché intimorite, confuse da posizioni che, pure corrette scientificamente, appaiono rigide e prive di empatia: inseguirle urlando che abbiamo ragione noi, gli esperti di medicina occidentale, è utile solo nell’uno per cento dei casi.  Allargare le braccia e accogliere avendo approfondito approcci che non scalfiscono la preparazione medica, ma anzi aggiungono cultura, funziona di più”.

In un passaggio delle prime pagine del libro si chiede perché molti pazienti si rivolgano ai cosiddetti “guru” e si rende conto che non dipende sempre dall’ignoranza, anzi, scrive “quasi mai”.

Un medico dovrebbe cercare di capire le scelte del malato e non giudicarle, etichettandole come ignoranza o falsa cultura del web.”

Veronesi….che sorpresa!

Nel libro la dottoressa Luini parla spesso del suo mentore Umberto Veronesi (è lui “il grande lucernario”, lo capirete leggendolo) e ho scoperto degli aspetti davvero particolari.

Ad esempio, era vegetariano non per salvaguardare la salute e prevenire il cancro, come tutti noi credevamo, essendo un oncologo, ma perché “detestava che gli animali fossero uccisi per dare da mangiare agli uomini, ma anche perché conosceva la crudeltà degli allevamenti intensivi e le modalità di macellazione”.

Mi ha davvero colpita scoprire in Veronesi un’anima così sensibile alla sofferenza animale.

Scrive l’autrice: “Mai conosciuto un uomo meno attaccato all’idea della propria salute: voleva tutelare quella degli altri e non la propria, e ciò che faceva, cioè digiunare, mangiare vegetariano e non fumare, non aveva il fine di preservare il corpo fisico, anche se effettivamente erano pratiche salutari”. Che sorpresa!

Conclusioni

La dottoressa Luini è un medico speciale e vorrei che tutti quei medici aggrappati alle loro posizioni scientifiche rigide, spesso arroganti e insindacabili, prendessero esempio da lei. Leggendo il suo libro emerge chiaramente la sua vocazione all’aiuto degli altri, ma soprattutto il suo desiderio di rendere la medicina più umana, più amorevole e aperta al nuovo, anche a ciò che esula dall’ambiente prettamente scientifico.

Nonostante io non condivida alcune sue idee e posizioni (quella su alcuni vaccini o sulla chemioterapia, ad esempio), ritengo sia uno dei medici del futuro, capaci di aprirsi al nuovo, al diverso, alle energie sottili e a ciò che la scienza ufficiale non ha ancora capito, dimostrato o addirittura nemmeno indagato.

Nelle ultime pagine del libro scrive: “….ho deciso che avrei dedicato parte della mia vita a migliorare lo stato energetico del mondo”.

Ci troviamo di fronte ad un medico nuovo, pronto per far nascere la medicina del futuro.

 

Il Grande Lucernario
La lezione di Umberto Veronesi e la nuova via per la cura
€ 20

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Commenti

4 commenti
  1. Grazie Dealma per questa recensione!
    Da medico mi si apre il cuore quando sento/leggo queste testimonianze. Al di la’ delle considerazioni su medicina alternativa e non, tra le quali e’ importante raggiungere una vera integrazione, mi colpisce finalmente sentire parlare di perdono. E di responsabilita’ del soggetto riguardo alla propria storia personale. Responsibilita’ che non significa colpa, ma che implica la comprensione, l’accettazione e l’amorevolezza nei confronti delle proprie ferite. E quindi poter effettuare una vera e propria prevenzione. Che non equivale a sottoporsi ad esami seriali, ma significa modificare la propria esistenza in nome del Bene vero. Significa prendersi cura. Significa ripristinare l’equilibrio del sistema mente-corpo affinche’ possa esprimere la sua capacita’ di autoguarigione per quanto sia possibile in quel momento. Grazie di questa illuminante condivisione Dealma.

    • Grazie a te Sara! Che bello sentire di un altro medico dalla mente e dal cuore aperti. Grazie per le belle riflessioni. 🙂

  2. Grazie Dealma, mi hai incuriosito. Per carattere tendo a contrapporre il bianco al nero senza vedere nè sfumature nè compromessi, penso che mi sarà utile la lettura di questo libro

    • Ciao Luisa, mi fa piacere. Sono sicura che ti piacerà. Poi mi racconti. 🙂

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