“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.”
Francois de la Rochefoucauld

“Il cibo dell’uomo” il nuovo libro del Prof. Berrino

libro berrino

Il libro del Prof. Berrino “Il cibo dell’uomo” è uno di quei libri speciali che andrebbero letti e riletti per tenere alta la motivazione a continuare sulla non sempre facile strada dell’alimentazione naturale.

Ed è un libro che andrebbe sicuramente regalato per fare del bene al prossimo. Diventerà uno dei regali di natale o di compleanno che farò più spesso. Si preparino i miei amici…. 🙂

Per chi non lo conoscesse ancora, il Prof. Franco Berrino è un medico patologo ed epidemiologo, ex direttore del dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto tumori di Milano e ricercatore di fama internazionale.

Ci troviamo quindi di fronte al cosiddetto “medico ufficiale”, che ha avuto il coraggio e la curiosità di andare oltre…così tanto “oltre” da scoprire, studiare ed applicare nella propria vita la macrobiotica. Non solo, l’ha persino utilizzata per le pazienti del famoso Studio DIANA sul cancro al seno.

In questo libro è presente un intero capitolo sulla macrobiotica e ovunque ci sono continui riferimenti dell’effetto preventivo e persino curativo, anche di malattie gravi e considerate incurabili come il diabete tipo 2 o l’artrite reumatoide. E’ incredibile poter sentire tutto questo da un medico ufficiale, forse il mondo cambia, finalmente….

Sentite un po’ cosa scrive: “Negli studi DIANA (Dieta e Androgeni) abbiamo dimostrato che nel volgere di pochi mesi è possibile ridurre significativamente il peso corporeo, la circonferenza vita, l’insulina, la glicemia, il colesterolo, i trigliceridi, gli ormoni sessuali e aumentare significativamente la SHBG e la IGFBP1 e 2 con una dieta ispirata alla filosofia macrobiotica e alla dieta mediterranea: cereali integrali, legumi, verdure, semi oleaginosi, dolci senza zucchero e senza latticini.”

E ancora: “La dieta mediterranea e la filosofia macrobiotica sono coerenti con la raccomandazione centrale per la prevenzione del cancro secondo il WCRF: basare l’alimentazione quotidiana prevalentemente su prodotti vegetale, con un’ampia varietà di cereali integrali, legumi, verdure e frutta.”

Attenzione però, Berrino spiega bene nel libro cosa si intenda per “dieta mediterranea”, non certo l’alimentazione moderna, ma quella di un tempo, basata su cereali integrali, legumi e verdure.

Il capitolo sulla macrobiotica è bellissimo. Berrino ci spiega la dinamica yin e yang nel cibo e ci racconta del suo soggiorno da Renè Levy a Cuisine et Santè in Francia, condividendo con noi i suoi appunti.
E’ meraviglioso sentire da un medico i termini yin e yang. Finalmente la cultura occidentale e quella orientale si uniscono per creare qualcosa di rivoluzionario.

Ecco come Berrino apre il paragrafo intitolato “Macrobiotica”: “ La macrobiotica prepara alla felicità. La pratica ci aiuta a diventare responsabili della salute, della felicità, consapevoli che siamo causa delle nostre malattie. (…)”

Ma più avanti spiega bene come l’eccessivo rigore macrobiotico non faccia bene e come sia importante l’equilibrio.

Non sembra proprio che a scrivere queste parole sia un medico, eppure…

I temi affrontati in questo libro sono tantissimi, ad esempio:

Sovrappeso, obesità, diabete e sindrome metabolica
Tumori e alimentazione durante la chemioterapia
Menopausa e terapia ormonale sostitutiva
Osteoporosi (i latticini non prevengono l’osteoporosi, ma la favoriscono!)
Alimentazione dei bambini
Integratori (che chiama Dis-Integratori alimentari)
Zucchero raffinato
Infiammazione cronica
Genetica (l’alimentazione può attivare o disattivare i geni!)
Depressione

Il tema della depressione non viene mai associato all’alimentazione, per lo meno dalla nostra medicina moderna. Al contrario, la macrobiotica individua un legame strettissimo, che Berrino condivide, raccomandandoci tra l’altro alimenti specifici per alzare il tono dell’umore, ad esempio tofu, cereali integrali, semi di zucca, di sesamo, mandorle, noci, fagioli dell’occhio.

Scrive nel capitolo sulla depressione: “(…)Sempre più studi prospettici trovano un alto rischio di depressione associato alla nutrizione occidentale infiammatoria (ricca di carni e zuccheri raffinati) e alla sedentarietà. (…)”

Importantissimo il capitolo sull’obesità e il legame con l’eccesso di proteine animali. In questi tempi di diete iperproteiche è fondamentale che qualcuno faccia chiarezza e riferisca dei numerosissimi studi che indicano il preciso legame tra proteine animali e sovrappeso.

Scrive Berrino: “Con lo studio EPIC abbiamo dimostrato che il principale fattore nutrizionale associato allo sviluppo di sovrappeso e obesità è l’eccesso di proteine nella nostra alimentazione. Mediamente in Europa circa il 15-16% delle calorie che mangiamo derivano da proteine: chi sta al di sopra, attorno al 18-20%, ingrassa, chi sta al di sotto non ingrassa.”

Molto interessante la parte sulla genetica, che chiarisce bene quanto l’ambiente sia più importante dei geni che abbiamo ereditato. Per “ambiente” si intendono lo stile di vita e l’alimentazione. Questo significa che la nuova “moda” ansiogena di cercare geni malati nel proprio DNA è sostanzialmente inutile, perchè è l’ambiente a mantenere spenti o ad attivare quei geni.

Berrino dedica un piccolo capitolo al gene BRCA, quello del cancro alla mammella, diventato “famoso” dopo che Angelina Jolie ha deciso di farsi asportare i seni e le ovaie a scopo preventivo, avendo scoperto di essere portatrice del gene mutato.
Purtroppo oggi troppe donne, soprattutto negli USA, si sottopongono a doppia mastectomia sottocutanea e isterectomia a scopo preventivo, dopo aver scoperto di avere il gene mutato. Una vera e propria mutilazione gravissima con conseguenze molto serie, tra cui quella di far entrare in menopausa donne giovanissime come la Jolie.

Spiega il prof. Berrino che il rischio di ammalarsi per chi ha questo gene mutato è più basso di quanto è passato con l’informazione sulla stampa, terrorizzando milioni di donne. I media avevano diffuso la notizia che il rischio era più alto dell’80%, mentre è del 50%. Scrive Berrino: “(…) oggi sappiamo che le donne con mutazione di BRCA1 hanno una probabilità di sviluppare un tumore al seno del 20% circa entro i 50 anni (circa 10 volte di più delle donne normali) e del 50-55% entro i 70 anni. Le potatrici di BRCA2 hanno rischi lievemente più bassi, dell’ordine del 15% entro i 50 anni e del 45% entro i 70 anni. (…)”.

Angelina Jolie avrebbe scelto l’asportazione se fosse stata meglio informata? Se avesse saputo che uno stile di vita attento e un’alimentazione specifica l’avrebbe protetta? Chi lo sa…

In questo capitolo trovate tutte le indicazioni di quali cibi evitare (ed esempio i latticini) e quali introdurre regolarmente (ad esempio i prodotti tradizionali a base di soia, associati alle alghe) per non attivare il BRCA e in generale prevenire il cancro al seno, anche in donne senza il gene mutato.

In questo libro Berrino ci racconta anche della sua preoccupazione e amarezza per l’indifferenza delle istituzioni di fronte alle nuove evidenze scientifiche su nutrizione e legame con malattie e obesità. Lamenta l’arretratezza delle idee nel mondo medico, la pessima alimentazione delle mense scolastiche, con troppi zuccheri e troppo proteine animali e i forti interessi economici che spesso si nascondono dietro certe scelte dello Stato.

Ma c’è speranza, pian piano il mondo sta cambiando e la stessa esistenza di Berrino ne è una prova. Dobbiamo però rimboccarci le maniche! Lo stesso Berrino chiude il suo libro invitandoci a scendere in campo per salvaguardare la nostra salute: “Usiamo il nostro potere. Scegliamo consapevolmente. La buona volontà permette la crescita della coscienza, una coscienza sveglia anziché letargica. Che ciascuno faccia la sua parte! E’ l’augurio che faccio a me stesso e all’Umanità in cammino.”

Credo che il più grande pregio di questo libro sia l’aver unito in una visone davvero olistica le conoscenze scientifiche occidentali con le antiche filosofie orientali. E’ quindi un ulteriore evoluzione rispetto alle idee di grandi uomini come Colin Campbel (The Cina Study), che seppur “illuminato” è rimasto ancorato alla sola visione riduzionista occidentale.

Leggete il libro, cercate i video di Berrino su you tube, andate alle sue conferenze a Milano, perchè un grand’uomo di tale cultura, saggezza e umiltà, va ascoltato con attenzione.

Vi lascio con un ultimo stralcio del libro, che trovo particolarmente significativo:
“La salute è il risultato della resilienza, della capacità di adattamento: al freddo, alla fame, al cibo diverso; ma oggi il cibo è molto diverso…sfida la nostra capacità di adattarci, c’è troppo cibi, cibo troppo concentrato, troppo trasformato, troppo innaturale. L’abitudine ci dà l’impressione di esserci adattati, il gusto si è adattato, ci sembra persino buono, ma il nostro corpo fatica, le nostre cellule faticano, troppo sale, troppo zucchero, troppa panna, troppo pomodoro, non riconosciamo più i sapori originali, non viviamo più al freddo d’inverno e al caldo d’estate, come abbiamo fatto per milioni di anni, lavoriamo di notte come di giorno, non abbiamo più bisogno di faticare – fisicamente – per mangiare e mangiamo tanto alla sera, quando non abbiamo bisogno di energia, per andare poi subito a letto. Il nostro orologio biologico, l’orologio ipotalamico che regola il metabolismo attraverso l’espressione di enzimi, è inceppato. E anche il calendario biologico è disorientato, perchè mangiamo d’inverno i cibi dell’estate, così come il nostro GPS biologico non sa più se siamo sopra o sotto l’equatore, perchè mangiamo in Europa i cibi dell’Africa e del Sud America.”

(Aggiungo una precisazione importante: cita Africa e Sud America perchè sono paesi tropicali e per chi vive in un clima temperato come l’Europa, il cibo tropicale non è adatto.)

Buona lettura.

Il Cibo dell'Uomo

Voto medio su 14 recensioni: Da non perdere

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Commenti

4 commenti
  1. Ciao,
    ho conosciuto la macrobiotica una 15 di anni fa praticata per un po ma poi la vita mi ha portato altrove, come ora mi sta riportando verso una alimentazione diversa da prima e a una consapevolezza maggiore.
    Ora sto leggendo molto, ma mi nascono sempre nuovi dubbi, sopratutto uno dopo una conferenza su alimentazione vegana e crudismo.
    la macrobiotica cucina tutto e da ricerche fatte dopo l’assunzione di cibo cotto aumenta la leucocitosi…ecc…
    e l’altra e che i cereali cotti aumentano l’acidità nel corpo.
    Quindi ???
    a pelle non penso che l’uomo sia un animale “fruttariano” ma …..
    puoi dissipare questi miei dubbi?

    Grazie
    elena

    • Ciao Elena, hai ragione, più studiamo, leggiamo e ci addentriamo nel vasto campo dell’alimentazione e più troviamo tutto e il contrario di tutto. Quando incontro persone un po’ “in crisi” suggerisco di usare come bussola due cose: 1) la storia alimentare umana degli ultimi 12 mila anni; 2) il proprio corpo, che sa più di ogni altro cosa ha bisogno.
      La questione del crudo: la macrobiotica non cuoce tutto. Circola questa diceria, ma è errata. La macrobiotica consiglia di consumare una maggiore quantità di cibo cotto in inverno (senza togliere il crudo) e una maggiore quantità di cibo crudo in estate. Poi entrano in gioco i fattori personali, quindi ognuno deve capire qual’è la quantità di crudo o cotto adatta al proprio corpo. Ci sono condizioni che richiedono di eliminare il crudo totalmente per un po'(ad esempio la colite, la psoriasi, l’asma, l’artrite reumatoide) e condizioni che al contrario richiedono di usare molto crudo per un po’ (steatosi epatica da eccesso di cibo animale, ipertensione associata a consumo eccessivo di salumi e carni, ecc.). Il cibo cotto ha comunque pro e contro. E’ più facile assorbire i nutrienti dal cibo cotto, ad esempio e non raffredda il corpo. Il crudismo 100% è adatto a climi molto caldi e a intestini molto sani e forti. Inoltre il crudismo non propone tutto crudo, ma solo una parte. I cereali sono acidificanti anche se crudi, non è la cottura a renderli acidificanti. Fa eccezione il miglio, che è alcalinizzante, ma indipendentemente dal crudo o cotto. L’acidità dei cereali viene abbondantemente compensata dalle verdure che vengono sempre associate, quindi non è un problema. Il presunto problema della leucocitosi è sopravvalutato. La leucocitosi si presenta sempre ogni volta che mangiamo, perchè il cibo è un “estraneo” e il sistema immunitario reagisce sempre.
      Al di là di queste considerazioni (poche, ci sarebbero tante cose da dire!), credo che non esista un modello alimentare adatto a tutti e che adagiarsi in uno schema alimentare sia deleterio, compreso quello macrobiotico. Infatti la macrobiotica invita a cercare la propria strada, non a diventare macrobiotici. 🙂

  2. Incuriosita dal tuo post, ho acquistato il libro. Non vedo l’ora di leggerlo.
    Grazie.

    • Bene! Poi mi racconterai cosa ne pensi. 🙂

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