“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.”
Francois de la Rochefoucauld

Le ricette di The China Study

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E’ appena uscito il libro di ricette del famoso The China study, il più importante studio epidemiologico sulla relazione tra cibo e malattia degli ultimi 30 anni.

Dopo il grande successo del libro, a grande richiesta è uscito finalmente il libro di ricette vegane secondo le indicazioni del Dottor Campbell, scritto da sua figlia:

“The China study. Le ricette”. Leanna Campbell. Macroedizioni.

Non ho ancora avuto modo di leggerlo (lo acquisterò a breve), ma ho voluto condividerlo subito con voi perchè sono sicura che sarà molto interessante e utile per tutte le persone che stanno seguendo un percorso di consapevolezza alimentare, ma soprattutto per chi desidera abbandonare il cibo animale.

Macro-consigli:

E’ importante applicare i principi della macrobiotica alle ricette vegane, in modo da adattarle ai propri bisogni e alla stagione ed evitare eccessi di yin, l’energia raffreddante.

Attenzione anche all’eventualità che nelle ricette dolci possa comparire lo zucchero, anche se di canna e anche se integrale, è comunque da utilizzare saltuariamente, preferendo il malto di riso.

Per il resto, sono sicura che sarà un grande libro e proverò sicuramente le ricette!

Buona lettura.

Aggiornamento post lettura

Mi è da poco arrivato il libro e finalmente ho trovato il tempo di leggere con cura tutte le ricette per darvi un parere vero e proprio, perchè so che molti di voi lo stanno aspettando.

Ebbene, direi che nel complesso lo promuovo. Ci sono aspetti che non condivido e aggiustamenti “energetici” da apportare, ma sono ottime ricette vegane, che insistono su cereali integrali, legumi, verdure, dolcificanti naturali.

Cosa mi è piaciuto:

  • L’insistenza per un cibo naturale, meno elaborato e industrializzato possibile.
  • L’insistenza per il cereale integrale.
  • La distinzione nelle 8 categorie per facilitare la comprensione dei vari cibi e il modo di inserirli.
  • I suggerimenti pratici per organizzare i pasti della settimana.
  • Le idee per sostituire le uova (tranne l’EnerG), con preparati fatti in casa.
  • L’uso della frutta per dolcificare.
  • Le ricette sono tantissime, varie e colorate.

Cosa non mi è piaciuto:

  • Il suggerimento della pentola elettrica. Farà risparmiare tempo, ma è davvero poco salutare.
  • L’enerG per sostituire le uova (perchè è un prodotto industriale a base di amido e proteine della soia)
  • Non viene specificato quale lievito utilizzare. Nelle ricette è indicato solo “lievito in polvere”.
  • Vengono usate moltissimo le spezie, soprattutto il pepe. E’ vero che usare le spezie permette di salare meno, ma le spezie sono raffreddanti (non è un caso che i paesi che usano le spezie in quantità siano quelli tropicali). E’ meglio utilizzarle ogni tanto e soprattutto in primavera e in estate.
  • Come dolcificante vengono usati soprattutto il succo d’agave, lo sciroppo d’acero e lo zucchero di canna integrale. Vanno bene, ma solo ogni tanto. Non viene utilizzato il malto, anche se viene inserito nella lista dei dolcificanti naturali di pag. 40.
  • Viene utilizzato il lievito nutrizionale, cioè il lievito alimentare. Io lo sconsiglio (se non per un uso occasionale) perchè può interferire con la flora batterica. Infatti a molte persone crea disturbi intestinali, soprattutto gonfiore.
  • Gomma di xantano! In due ricette è presente questo additivo alimentare, di dubbia innocuità. Ho spiegato cos’è in questo post. Non capisco perchè al suo posto non venga utilizzato l’agar agar, che funziona perfettamente, ma non da problemi, anzi, protegge la mucosa dello stomaco, lubrifica l’intestino e stimola la tiroide.
  • Tante solanacee, soprattutto il pomodoro. Le utilizzerei meno frequentemente.
  • Tante farine, troppe.
  • Tanta frutta tropicale. La utilizzerei saltuariamente e soprattutto in estate, non in inverno.
  • Alcune ricette non sono chiarissime nel procedimento.

Macro-modifiche consigliate:

  • Utilizza saltuariamente la frutta tropicale, soprattutto se è inverno, perchè è molto yin, quindi raffreddante. Parlo per chi vive in un clima temperato. Se vivi ai tropici, questa indicazione non fa per te. 🙂
  • Dove trovi “lievito in polvere” utilizza quello naturale a base di cremor tartaro e bicarbonato.
  • Dove viene indicata la gomma di xantano utilizza l’agar agar.
  • Usa le spezie solo ogni tanto e poco in inverno.
  • Usa le solanacee (peperoni, melanzane, pomodori, patate), saltuariamente e occhio alla stagione! Peperoni, melanzane e pomodori sono estivi!

Considerazioni finali:

Per evitare di bocciare questo libro, che secondo me è un buon libro (con le dovute modifiche), dobbiamo considerare che viene dagli Stati Uniti. L’alimentazione degli americani è pessima, decisamente peggiore della nostra, che abbiamo il retaggio della dieta mediterranea ad evitarci il peggio. Quindi un libro come questo è una vera manna per la maggior parte degli statunitensi.
Anche noi italiani, che siamo già abituati ad usare gli oli vegetali per condire al posto dei grassi animali, che usiamo tante verdure, un po’ meno cibo animale e mono schifezze in generale, possiamo sicuramente beneficiare di questo libro, apportando le modifiche che ho spiegato. Non bisogna “scomporsi” di fronte ad ingredienti per noi lontani come la salsa messicana (di cui non abbiamo certo l’abitudine), o la tapioca istantanea! Se non ti piacciono o non hai idea di cosa siano, non usarli e cerca alternative o passia ad altra ricetta. Per evitare di rimanere perplessi di fronte a certi ingredienti dai nomi particolari, è bene leggere il libro dall’inizio! Perchè viene spiegato tutto.

The China Study - Le Ricette - Libro

Voto medio su 22 recensioni: Da non perdere

Buona lettura e buona sperimentazione. 🙂

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Commenti

10 commenti
  1. Ciao Dealma, ho già acquistato il libro con le ricette di The China Study e devo dire che sono un pò perplessa; come hai già detto tu, non c’è infatti nessuna considerazione della stagionalità dei prodotti, c’è un importante consumo di zucchero e utilizzo di tanti prodotti in scatola e/o precotti; inoltre si parla di pietanze cucinate e mangiate anche diversi giorni dopo (le vitamine che fine fanno?) viceversa non c’è nessun utilizzo di olio, neanche minimo, ma solo semi ridotti in farina che sostituiscono ogni olio aggiunto. Mah! Ritieni che una simile alimentazione possa portare a qualche risultato? Io sono rimasta un po’ delusa. Aspetto le tue opinioni dopo che l’avrai letto.
    Ciao Silvia

    • Ciao Silvia, è un po’ quello che temevo sapendo che le ricette sono solo vegane e non macrobiotiche. E’ per quello che ho suggerito alcuni consigli per non fare errori. In effetti se nel libro ci sono le ricette di cui parli e nessuna indicazione circa la stagionalità, è davvero da “sistemare”. Sicuramente usare tanti cibi precotti non è il massimo e ovviamente sappiamo quali sono i problemi dello zucchero. Conservare il cibo in frigorifero non è sicuramente la scelta migliore, ma a volte, in effetti, dobbiamo scendere a compromessi e questo forse è il “minore dei mali” tra le varie cose che mi riferisci. Sono davvero perplessa sull’assenza di olio….Appena mi arriva e lo leggo ti dico la mia. 🙂

  2. Ciao Dealma, approfitto dei tuoi macro consigli per esporti il mio problema: ho provato più volte a sostituire lo zucchero di canna nei dolci con il malto, ma poi mi sono sempre venuti con una consistenza “gommosa” anziché morbida e soffice. Dive sbaglio? Grazie di tutto, come sempre

    • Ciao Mara, purtroppo il malto ha un peso e una consistenza che ostacola un po’ la lievitazione, quindi è possibile che i dolci vengano più gommosi. Però con un po’ di allenamento si riesce a migliorare. Un trucchetto che puoi sperimentare è di cercare di aggiungere aria al composto, per esempio con una frusta elettrica o un frullatore ad immersione. Altro metodo è quello di diluire molto il composto, tanto da poterlo versare nella tortiera o stampo. Se proprio non riesci o non ti piacciono, considera che potresti usare lo zucchero di canna integrale (quello scuro) per i dolci al forno (perchè richiedono lievitazione) e il malto per tutti gli altri dolci, ad esempio budini, creme, kanten, ecc. Considerato poi che i dolci al forno andrebbero comunque mangiati di rado, direi che l’opzione zucchero di canna integrale è accettabile. 🙂

  3. Ciao Dealma, ti volevo chiedere cosa ne pensi della batata rossa. Tu la usi? Domenica sono andata in un ristorante bio/vegan di Bologna e questa verdura era presente in alcuni piatti. Io non l’ho mai mangiata perchè pensavo fosse una solanacea, invece la cuoca del ristorante dice che è un ottimo vegetale pieno di vitamine, simile alla zucca. Tu che ne pensi?
    Hai poi letto il libro di ricette della figlia di Campbell? aspetto sempre le tue impressioni.
    Ciao Silvia

    • Ciao Silvia,
      non ho ancora il libro, perdonami. La batata non è una solanacea, è vero, ma è di origine tropicale, quindi potrebbe essere comunque piuttosto yin. Quindi è meglio usarla ogni tanto, non quotidianamente, però in linea di massima va bene. 🙂

  4. Ciao Dealma!
    Proprio ieri una mia cara amica mi ha fatto vedere questo libro, che aveva appena comprato, ma tutte e due ne siamo rimaste un po’ deluse. Banana e cocco sono presenze constanti nelle preparazioni dolci… Ciò non toglie che ci siano ottimi spunti creativi per cucinare qualcosa di insolito, ma non metterei questo libro nello scaffale dell'”alimentazione sana e d equilibrata”. 🙂

    • Ciao Valentina, hai ragione, è questo il problema delle ricette vegane, che non considerano gli aspetti energetici, quindi utilizzano molti alimenti con energie estreme. Però conoscendo la macrobiotica possiamo modificarle per equilibrarle. Mi è arrivato il libro da pochi giorni e lo sto leggendo, poi vi dirò la mia. 🙂

  5. Ciao Dealma
    The China Study l’ho letteralmente divorato (ovviamente masticando ogni pagina almeno 30 volte!!!!). Il libro sulle ricette ancora non l’ ho preso. Lascio solo un commento in positivo, come tributo e omaggio, sull’opera ciclopica fatta da Campbell, rispettando le scelte e il percorso, soprattutto data la provenienza dell’autore
    Sul ricettario, anche leggendo i commenti, nutro qualche dubbio ( o pregiudizio?) posso già immaginare che necessariamente ci saranno delle cadute ma lo comprerò.

    • Ciao Sandra, in effetti è possibile che ci sia qualche pregiudizio, o meglio, una cattiva impressione dovuta ad una scorsa veloce prima di una lettura vera e propria. E’ successo anche a me. Quando il libro è arrivato gli ho dato un’occhiata veloce e imbattendomi in certi ingredienti sono rimasta delusa. Puoi però, leggednolo bene, soprattutto dall’inizio, mi sono un po’ ricreduta. Certo, essendo un libro vegano, necessita di aggiustamenti energetici, ed essendo americano presenta ingredienti e cotture da modificare, ma nel complesso lo promuovo. E’ sicuramente un libro con molti spunti per avere nuove idee. 🙂

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