“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.”
Francois de la Rochefoucauld

Panettoncini di Natale

Panettoncino

Riuscire a fare il panettone senza burro, uova, zucchero bianco e nemmeno burro vegetale è un impresa, ma è possibile. Dopo anni di tentativi, questa è la versione migliore ottenuta fin ora e devo dire che non è male, considerata la velocità con cui è stata spazzolata. 😉

Ho scelto lo zucchero di canna integrale e non il malto, altrimenti la lievitazione è insufficiente. Del resto nelle occasioni speciali possiamo permettercelo. 🙂

Chi è alle prime armi con la cucina macrobiotica si prepari: non si otterrà mai la stessa consistenza super soffice del panettone classico al burro. Per chi volesse migliorare la situazione si può utilizzare il burro di soia al posto dell’olio (direi 60-70 g), ma contiene olio di palma, un grasso saturo non particolarmente salutare, ma ogni tanto… Io ho voluto evitarlo per darvi la possibilità di sperimentare senza, ma…fate voi.

Non “oso” proporvi la versione con pasta madre, in parte perchè non sono un’esperta, e in parte perchè so che la maggior parte di voi non ne è fornito, inoltre con la pasta madre la variabilità del risultato è notevole a seconda della carica batterica che si riesce ad ottenere.

Preparo dei panettocini anziché un panettone di dimensione classica perchè trovo che siano più facili da lievitare e gestire, ma soprattutto perchè sono perfetti per dei piccoli regali di natale. Basta incartarli con carta per alimenti e un bel fiocco ed ecco fatto, un regalino sicuramente gradito, soprattutto da chi è attento alla salute o soffre di intolleranza ai latticini.

Ingredienti per 6-8 panettoncini

  • 200 g di farina manitoba
  • 100 g di farina di farro “0”
  • 30-50 g di amido di mais
  • 15 g di lievito di birra fresco
  • 80 g di olio di mais o di girasole
  • 130 g di Muscobado (zucchero di canna integrale)
  • la buccia di 1 limone
  • la buccia di 1/2 arancia
  • 60 g di uvetta
  • 50 g di cioccolato fondente
  • 1 banana matura frullata (facoltativa)
  • farina q.b. per lavorare l’impasto
  • 1 pizzico di sale marino integrale
  • latte di soia q.b.

Attrezzature:

stampi di carta per panettone (oppure pirottini per muffins)

Questi panettoncini richiedono 3 fasi di lavorazione con tre tempi di lievitazione, ma sono molto facili da preparare e si conservano per qualche giorno.

Prima fase:

Mescola le due farine e l’amido in una ciotola. A parte sciogli il lievito con 30 g di acqua tiepida (due dita di bicchiere circa). In un’altra ciotola unisci il lievito con circa 50 g del misto di farine e impasta. Forma una palla, copri la ciotola con un panno umido o della pellicola e metti a lievitare per 30 minuti in un luogo caldo (22-25°). Se la temperatura in casa è più bassa, scalda il forno a 60°, spegni e dopo qualche minuto metti dentro la ciotola con la porta del forno aperta di pochi centimetri. Io uso questo metodo e funziona molto bene.

Seconda fase:

Trascorsi i 30 minuti la palla dovrebbe aver raddoppiato all’incirca il suo volume. A questo punto aggiungi circa 200 g del misto di farine, l’olio, le bucce grattugiate, la banana frullata e un pizzico di sale. Mescola e impasta bene, se necessario aggiungendo un po’ di farina per asciugare un po’ l’impasto.
Copri di nuovo la ciotola con un panno umido e lascia lievitare 4-6 ore.

Terza fase:

Metti in ammollo l’uvetta per qualche minuto in acqua o in un liquore (rum ad esempio) e taglia il cioccolato a pezzetti. Strizza l’uvetta e passala nella farina. Ammorbidisci lo zucchero con un po’ di latte di soia e aggiungilo all’impasto. Aggiungi anche l’uvetta e il cioccolato e impasta fino ad amalgamare perfettamente il tutto. Se è necessario aggiungi del latte di soia o della farina per ottenere un impasto morbido che non si attacchi troppo alle mani. Trasferisci l’impasto nello stampo preferito (pirottini per muffin, stampo da panettone, stampo di silicone, ecc.) riempiendolo poco più della metà e lascia lievitare ancora 1 ora.

Al termine della lievitazione inforna in forno caldo a 160° per 30-45 minuti circa. Lascia raffreddare bene prima di confezionare nei sacchetti trasparenti per alimenti o in scatoline di cartone o di latta.

Buon Natale! 🙂

Se hai difficoltà a reperire nei negozi lo zucchero di canna integrale, puoi ordinarlo online:

Mascobado - Zucchero di Canna Integrale

Voto medio su 24 recensioni: Da non perdere

 

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Commenti

27 commenti
  1. Sostenitrice della Pasta Madre. . . Aspetto quella versione. 🙂

    • Brava! Manterrò la mia promessa. Ma voi ricordatemelo, non si sa mai… 😉

  2. Proverò…. a quando corsi di cucina macro a Genova ?

    • Ciao Mauro, per ora non mi è ancora capitata l’occasione di organizzarne a Genova. Puoi organizzarli tu però se hai modo e voglia. Abbiamo bisogno di una cucina che possa ospitare almeno 6 persone. 🙂

  3. bellissima idea, li proverò. Posso sostituire la farina di farro con quella di riso o magari quella integrale? Anche io aspetto che sveli i segreti per la versione con il lievito di pasta madre, spero liquido, che trovo molto più semplice e comodo da gestire;)

    • Ciao Carmen, in teoria si, in pratica il risultato non è garantito perchè la farina integrale è più pesante di quella “0”, quindi riduce la lievitazione. La farina di riso invece è leggerissima, ma è senza glutine, fondamentale per la lievitazione. Puoi provare a mescolare le varie farine e vedere come va. Sperimenta e poi raccontami! 🙂

  4. bella questa ricetta, la provo sicuramente!!! anche a me piacerebbe conoscere quella con la pasta madre. ho provato ad usare il burro di cacao e mi sembra una buona alternativa a quello di soia.
    grazie e buone feste!!!

    • Ciao Anna, non mancherò di occuparmi della questione “pasta madre”. Il burro di cacao ha un po’ gli stessi problemi di quello di soia, cioè è ricco di grassi saturi, ma ogni tanto va benissimo. 🙂

      • grazie per l’informazione, pensavo fosse migliore di quello di soia. allora lo userò come adesso nelle occasioni speciali e per il resto continuo ad usare l’olio di mais per i dolci. grazie mille!!!

  5. Ciao e grazie per la ricetta, era proprio quello che cercavo! Ma non capisco se è una svista tua o se sono io che mi perdo qualcosa di fondamentale…nelle istruzioni scrivi “mescolare le tre farine”…ma io negli ingredienti vedo solo manitoba e farro!!
    Grazie, spero che risponderai presto perchè non vedo l’ora di provare 🙂

    • Hai ragione, intendevo le 2 farine e l’amido. Lo correggo. Meno male che ci siete voi sempre attenti. 🙂

  6. Anche io di solito uso la pasta madre, ma quando devo fare autoproduzione massiccia a scopo regalo il lievito di birra è comodissimo! Che bello sapere che anche tu sei per lo strappo alla regola una volta ogni tanto e per l’eccezione. Buone feste e pensieri di luce! 🙂
    Valentina

  7. grazie, non sono tanto brava in pasticceria, ma cercherò di fare il possibile e anche l’impossibile…. buone feste a te Dealma e anche a chi mi legge

    • Buona sperimentazione Ilaria e buone feste anche a te. 🙂

  8. Salve Dealma,
    da quando ho letto “L’Alimentazione Macrobiotica” ho migliorato notevolmente il mio regime vegano…
    Finalmente quest’anno potrò sperimentare anche il panettone Home Made, che bello!
    Felici Feste :-))
    Grazie Grazie Grazie

    • Ciao Cristina, mi fa davvero piacere.Buona sperimentazione e fammi sapere come è andata. 🙂

  9. Ciao, volevo fare questi panettoncini per natale, ma ho un problemino: ho il lievito in polvere biologico sia per dolci che per pane e pizza, ma non quello di birra fresco (ho solo quello secco a scaglie) e purtroppo i negozi nel mio paesino oggi sono praticamente tutti chiusi.
    Vanno bene lo stesso? quale usare? la quantità è sempre di 15 g?
    Grazie, poi ti farò sapere come sono venuti 🙂

    • Ciao Angela, potresti tentare in effetti, essendo anche per pane e pizza, dovrebbe andare bene, però non so darti le dosi. Dovresti leggere sulla confezione per capire quanto lievito suggerisce in base alla quantità di farina. Buona fortuna! 😉

  10. Cara Dealma
    un Natale davvero felice;-))
    Panettoncini fatti!!!
    Una gioia e soprattutto tanta sana bontà!!!
    Magari prossimo obiettivo anche senza glutine così faccio contenta anche mia figlia :-))
    Un abbraccio dal cuore
    Tanti Auguri e tanti grazie

    • Ciao Cristiana,
      sono felice che siano stati un successo. Per il panettone senza glutine i lavori sono in corso…proprio in questo periodo sto creando con un’amica celiaca un progetto “senza glutine”, che comprende ovviamente anche il panettone! 🙂

  11. Ciao Dealma!
    Ho seguito la tua ricetta. Il gusto dei panettoncini è davvero ottimo; l’unico aspetto negativo è che non sono venuti soffici. Hai qualche consiglio da darmi che rendere più morbido l’interno?
    Grazie mille 🙂

    • Ciao Cristina, sono contenta che ti siano piaciuti. Purtroppo non è facile farli morbidi senza il burro. In un caso come il panettone di Natale potresti pensare ad un compromesso: il burro di soia. Non è il massimo per via dell’olio di palma, ma se usato solo in occasioni particolari come il Natale, quindi non regolarmente, può andare bene. Con quello viene soffice!!!!

  12. Il momento più piacevole e di interesse del rientro al lavoro è stato quando ho detto ai ragazzi che nelle vacanze ho preparato un panettone. Ci hanno pensato un attimo e poi mi hanno chiesto :”ma senza…,senza. …,ecc “.
    Comunque ho provato la versione grande perché mi sembrava più golosa e ho messo solo cioccolato e un pochino di zucchero in più perché non c’era il dolce dell’uvetta. È stato apprezzato, a me ricorda molto la brioche. Per la seconda fase l’ho messo in frigorifero la notte, è lievitato ugualmente e soprattutto non ho dovuto aspettare la sera per farlo cuocere. …e mangiarlo 😉

    • Fantastico! Brava! Chissà che uno dei tuoi alunni non abbia la curiosità di sperimentare le ricette “senza, senza”…. 😉

  13. Una curiosità. …perché lo zucchero lo aggiungiamo dopo?

    • Lo aggiungo alla fine perchè è pesante, nel senso proprio del peso specifico e temo possa ridurre la lievitazione, ma si potrebbe provare a fare diversamente. Una correzione che farei alla mia ricetta, riguardandola ora dopo un anno, è l’aggiunta di un cucchiaino di malto nella prima fase, un po’ come si fa con il pane, per far prosperare i lieviti. Devo provare. 🙂

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