“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.”
Francois de la Rochefoucauld

Quali alimenti scegliere

Nella cucina macrobiotica si privilegiano alcuni alimenti rispetto ad altri.
Gli alimenti principali sono:

  • I cereali: possibilmente integrali e interi, cioè sotto forma di chicco, rappresentano il cardine di questo stile alimentare.
  • Le verdure di stagione: abbinate sempre ai cereali, oltre che cucinate a parte.
  • I legumi secchi: compaiono tutti i giorni in piccole quantità.
  • Le alghe: tutti i giorni in piccole quantità.
  • I condimenti speciali: miso, tamari, shoyu, umeboshi, gomasio, ecc.
  • Verdure fermentate: insalatini e verdure pressate.

Questi alimenti, se utilizzati regolarmente, possono favorire le funzioni del tuo corpo, rinforzando gli organi e stimolando la disintossicazione e la rigenerazione.

Gli alimenti utilizzati meno frequentemente sono:

  • I derivati della soia: tempeh e tofu.
  • Frutta di stagione
  • Frutta secca
  • Pesce a carne bianca
  • Prodotti da forno
  • Farine
  • Dolci macrobiotici

Gli alimenti considerati “problematici” e quindi evitati o ridotti al minimo sono:

  • Carne bianca e rossa e salumi
  • Uova
  • Latticini
  • Formaggi
  • Crostacei e molluschi
  • Frutta tropicale
  • Cioccolato
  • Caffè
  • Alcol
  • Zuccheri raffinati

Questi alimenti, se utilizzati frequentemente, possono rallentare o addirittura ostacolare le funzioni del tuo corpo, creando squilibri, sotto forma di accumuli, tensioni e debolezza.

LA SCELTA VEGAN DELLA VIA MACROBIOTICA

Nella macrobiotica classica il cibo animale è presente in una piccola percentuale sotto forma di pesce a carne bianca. Se si gode di buona salute è considerato accettabile mangiare gli altri tipi di cibo animale molto raramente nelle occasioni speciali.

La Via Macrobiotica però sceglie di eliminare totalmente il cibo di origine animale proponendo uno stile alimentare completamente vegetale. Questa scelta nasce dal desiderio di migliorare la salute delle persone e del pianeta e salvaguardare gli animali dalla sofferenza.

Per poter spiegare cos’è la macrobiotica è necessaria una visione più ampia che comprenda anche il cibo animale, anche se poi si sceglie di non mangiarlo. Quindi nella teoria è incluso il cibo animale per meglio comprendere gli effetti del cibo sul corpo a livello energetico, ma in pratica può essere escluso, pur seguendo i principi base della macrobiotica. In ogni caso la macrobiotica non prevede regole rigide, né divieti, ma suggerisce un diverso modo di guardare al cibo nella speranza che ognuno possa trovare il proprio stile alimentare.

La Via Macrobiotica suggerisce di eliminare il cibo animale, ma non lo vieta, proprio in accordo con i principi della macrobiotica che non prevedono divieti assoluti. Chiunque è benvenuto a La Via Macrobiotica, anche chi non è vegetariano o vegano. Ognuno è libero di compiere le proprie scelte e di rispettare i propri tempi. La scelta di abbandonare il cibo animale va attentamente considerata, capita e “metabolizzata”. E per questo a volte ci vuole un po’ di tempo. Nella maggior parte dei casi è necessario un vero e proprio percorso per liberarsi dalla dipendenza dalla carne. Ma nessuno verrà “costretto” ad eliminare il cibo animale!

La Via macrobiotica è un’occasione di crescita e di consapevolezza, indipendentemente dalla scelta vegetariana o vegana, ma per chi lo desidera, può essere l’opportunità per intraprendere questo percorso con consapevolezza e attenzione, in modo da evitare i più comuni errori di chi sceglie il vegetarismo o il veganismo.

Commenti

35 commenti
  1. Ciao! appena ricevuta prima lezione del minicorso, grazie!!! Mi sei stata “segnalata” dall’osteopata di mia figlia (strani discorsi possono venir fuori durante una seduta!) e girerò sicuramente la segnalazione ad una mia amica interessata alla macrobiotica ma senza “lumi”! Non so quanto potrò mettere in pratica con una figlia celiaca, ma di sicuro ci provo!!!
    felice estate!!!

    • Ciao Monica, vedrai che riuscirai senz’altro a fare molte cose. Mi sento di dirti che sto sperimentando con una ragazza celiaca una “terapia alimentare” per risolvere la celiachia, con ottimi risultati. Se vuoi saperne di più mandami una mail. Nel frattempo buona sperimentazione! 🙂

  2. Ciao Dealma! Sono sempre io…
    Volevo chiederti un’informazione sul miso. Ho sempre preso quello in polvere, ma oggi sono entrata in un negozio e ho trovato una specie di impasto, sia di riso che di orzo. Mi viene il dubbio che si intenda quel tipo di miso e non la polvere che ho sempre usato e di cui lamentavo la mancanza di scioglievolezza. C’è differenza?

    • Il miso classico è quello in pasta nel vasetto di vetro. Non ho mai sentito parlare di miso in polvere. A meno che tu intenda la bustina di zuppa di miso istantanea, che è in polvere, ma non si tratta di miso. Il miso classico, in pasta, si scioglie a parte in un po’ di liquido di cottura e poi si aggiunge a fine cottura. 🙂

  3. Esiste anche in polvere, l’ho trovato in un negozio che vende prodotti sfusi e non è un preparato istantaneo, almeno non così mi era stato presentato.
    Comunque, dato che l’ho funito, comprerò quello in vasetto. Quale mi consigli? Orzo o riso?

    • Interessante, non l’ho mai visto. Vanno bene si riso sia orzo, è soprattutto questione di gusti, anche se volendo qualche differenza c’è. Quello di riso stimola energeticamente polmoni e colon, quello d’orzo il fegato. 🙂

  4. Quindi in questo momento andrebbe meglio quello di riso? Ho letto che in autunno gli organi più a rischio sono i polmoni. Però il fegato è un organo molto importante, essendo deputato alla disintossicazione dell’organismo. Consigli? Il gusto è simile?

    • Il sapore del miso di riso e di quello o d’orzo è un po’ diverso, dipende dai gusti personali. In questa stagione il fegato ha bisogno di un “aiutino” perchè non è sostenuto dalle energie esterne, quindi il miso d’orzo va sicuramente bene, ma dipende anche della proprie condizioni personali. Si possono comunque alternare.

  5. Ciao Dealma!
    Oggi ho comprato un po’ di frutta disidratata e mi sono posta questo quesito. La frutta, anche se di stagione, è sconsigliata perché contiene molta acqua ed è perciò molto raffreddante. Allora come ci si comporta con quella disidratata con metodo naturale e ovviamente senza zucchero? Si può mangiare qualche porzione in più?
    Te lo chiedo perché dopo i pasticci delle scorse settimane, ho capito che forse ho tolto troppo in fretta certi alimenti che per me prima erano essenziali e ne ho risentito a livello di testa. La frutta è una di questi, così questa settimana ne sto mangiando poca, ma quasi tutti i giorni, anche perché con i budini sono negata e al pomeriggio non so mai che cosa mangiare.

    Claire

    • Ciao Claire, la frutta può dare una sorta di “dipendenza” perchè è ricca di fruttosio, quindi fai bene a ridurla gradualmente. La frutta non è sconsigliata dalla macrobiotica in senso assoluto, ma a seconda dei bisogni personali, dello stile alimentare, delle patologie, ecc. Cambia molto anche se consumata cruda o cotta. E’ importante comunque non abusarne, soprattutto se si segue uno stile alimentare naturale, quindi povero o addirittura privo di cibo animale. La frutta disidratata è meno yin di quella fresca proprio perchè ha perso l’acqua, quindi puoi mangiarla più spesso anche in inverno senza risentirne, ma è sempre molto soggettivo, bisogna provare ed ascoltarsi. Se non sei ancora ferrata sui budini, prova le barrette di cereali per merenda, oppure della semplice frutta cotta. Cuocendola viene yanghizzata, quindi è meno problematica.

  6. ciao, e innanzitutto complimenti per il tuo sito.
    Da tempo sto cercando uno stile di alimentazione adatto a me. Sono sempre stata onnivora ma da alcuni anni ho iniziato gradualmente a ridurre gli alimenti di origine animale. Seguo i consigli del prof Berrino che trovo sia una splendida persona. Purtroppo non riesco a rinunciare ai latticini! Hai qualche consiglio per me? Inoltre volevo farti una domanda stupida. C’è qualche piccolo rimedio che possa ridurre i rischi del fumo?
    Ti ringrazio .
    Stefania

    • Ciao Stefania, il prof. Berrino è un grande medico, fai benissimo a seguirlo! 🙂 Abbandonare i latticini non è facile, ma pian piano è possibile. Non avere fretta, inizia a ridurli, poi prova a considerarli un cibo delle occasioni speciali, quindi cene, feste, compleanni e pian piano vedrai che ti interesseranno sempre meno. Non esiste un vero e proprio rimedio per contrastare i danni del fumo. Una sana alimentazione può farlo però, sopratutto se sono presenti le alghe, che hanno effetto disintossicante e chelante sui metalli pesanti.

      • grazie mille! ho visto il tuo video sui rimedi invernali ed ho inserito nella spesa i vari ingredienti. Oltre all’alga wakame ce ne sono altre da consigliarmi per purificare e disintossicare il corpo? Grazie sempre.
        Stefania.

        • Ciao Stefania, mi fa piacere ti sia piaciuta. Si ci sono altre alghe da usare regolarmente, ad esempio la Kombu, per cuocere i legumi (ne aggiungi un pezzetto in cottura) e la Nori, che si può usare in fogli per fare il sushi (si può fare in versione vegan) oppure in fiocchi, se ne aggiunge un pizzico quà e là. Poi ci sono altre alghe, adatte a preparare piatti a base di alghe, ad esempio l’Arame e le Hijizi.

  7. Ciao Dealma! Ho una domanda… Che cosa mi dici dell’olio di sansa di oliva? Si avvicina di più all’olio di palma o all’olio di oliva in termini di grassi saturi, ecc.?

    • L’olio di sansa è un sottoprodotto dell’estrazione dell’olio dalle olive, quindi già di per sè non credo sia un prodotto di alta qualità. Il grosso problema però è rappresentato dal fatto che per estrarre l’olio dai derivati (bucce, noccioli, scarti, ecc.) si usano dei solventi. Quindi personalmente lo sconsiglio.

  8. Grazie! L’ho trovato tra gli ingredienti di un prodotto e mi ha insospettito. ^^

  9. Ciao Dealma! Ti chiedo scusa se intaso i post con commenti che possono sembrare fuori tema, ma non so mai dove scrivere e cerco sempre la sezione più idonea. Oggi ho questo dubbio,
    Vorrei preparare una torta che prevede l’impiego di 200 g di farina 00 e 8 g di lievito: posso sostituirli con altrettanto g di farina 0 e di lievito madre? La ricetta prevede anche l’impiego di mandorle e goji. Hai qualche altro suggerimento per la farina? I tuoi consigli sono sempre ben accetti!

    • Ciao Claire, non preoccuparti, scrivi dove preferisci. 🙂 Dunque, non mi intendo di torte fatte con pasta madre, perchè uso solo il cremor tartaro. Per la farina: io mi trovo molto bene con quella di farro “0”, quindi raffinata, ma non come la “00” di grano e poi mi trovo bene anche con il tipo 1 e 2 di grano, che sono semi-integrali. Se nell’impasto ci sono ingredienti “pesanti”, nel senso proprio del peso, come semi o frutti, uso la “0” di farro, così lievita bene. Invece se è una torta più semplice uso il tipo 1 o 2. Sperimenta. 🙂

  10. E un’altra cosa… Sotto il tappo del vasetto di malto c’era una macchiolina di muffa, piccola piccola. Ho lavato il tappo: secondo te è sufficiente o devo buttare via anche il malto? Mi spiacerebbe un po’… A questo punto vorrei sapere come deve essere conservato, perché l’idea di metterlo in frigo non mi elettrizza, ma non saprei in che altro luogo riporlo. Forse più lontano dall’angolo cottura?

    • Credo che potresti tenerlo in effetti, se non ci sono odori strani. Io lo conservo in dispensa, ma c’è chi lo tiene in frigorifero. Sicuramente è meglio tenerlo lontano da fonti di calore.

  11. Ciao Dealma! Mi riallaccio al discorso sul cremor tartaro: l’impasto deve lievitare oppure agisce come il lievito istantaneo?

    • Il cremor tartaro fa le veci del lievito classico per dolci, istantaneo, quindi senza lievitazione, ma so di qualcuno che lo usa anche per lievitare il pane.

  12. Mi serve per i dolci, quindi va benissimo così! Ho letto che bisogna dividere le dosi del lievito classico in due parti, una di cremor tartaro e l’altra di bicarbonato. Tu usi anche il bicarbonato? Fa bene?
    E per le dosi di zucchero… Qual è il rapporto zucchero : malto?

    • Io compro un lievito naturale già pronto, composto da cremor tartaro e bicarbonato, molto comodo. Non so dirti esattamente le proporzioni tra i due. Il malto dolcifica la metà rispetto allo zucchero bianco, quindi ne serve il doppio, però solo se vuoi ottenere un sapore dolce con la stessa intensità. Solitamente se ne usa meno del doppio, per abituarsi ad un sapere dolce più leggero. Sperimenta. 🙂

  13. Ti ringrazio come sempre per le tue utili e veloci risposte.
    Nel weekend ho sperimentato come mi suggerisci sempre di fare e ho preparato un ottimo plumcake con mandorle e goji! Questo weekend proverò ad adottare ulteriori accorgimenti con il cremor tartaro e forse anche con il malto, ma lo faccio gradualmente per abituare non soltanto i miei gusti, ma soprattutto quelli dei miei.
    A presto!

    • Brava Claire, un passettino alla volta. Se usi come dolcificante il malto, aumenta la dose di lievito naturale, anche del doppio, perchè il malto rende difficoltosa la lievitazione.

  14. Grazie del consiglio!

    Non ricordo se te l’ho già chiesto, ma quando si eccede con le farine (dolci, pane, piadine, taralli, cracker, ecc.), che cosa si deve fare? Quali rimedi macrobiotici consigli?

    • Di solito le farine al forno creano tensione, soprattutto al pancreas, quindi un buon rimedio è il brodo di verdure dolci. Fai bollire per 20 minuti delle verdure dolci (carote, zucca, cavolo, cipolle) e bevi caldo. Se vuoi puoi vedere la ricetta in questa video lezione sui rimedi macrobiotici.

  15. Vorrei dire che sulla questione animale, so che tu riporti quelli che sono i principi e non quello che tu ritieni sia giusto fare, ma la scelta vegana invece dovrebbe proprio essere un OBBLIGO perchè non si può essere e pensare MACRO – BIOS, alla grande Vita, se di essa e di tutte le sue creature non si ha rispetto.
    Visto che la macrobiotica nasce in oriente ho capito ci terrei e riportare alcune frase di monaci cinese/giapponesi:

    “Il saggio ha il cuore unito alla natura, e con la saggezza vive in modo che tutti possano vivere.”

    “La qualità del cibo che mangiamo diventa la qualità della nostra coscienza. Perciò se non cambiamo dieta non saremo in grado di cambiare la nostra coscienza.”

    “Per ottenere la carne è sempre necessario ferire o uccidere, e una persona nobile non desidererà infliggere sofferenza ad altri solo per soddisfare la sua lingua.”

    “Non uccidere, anzi mantieni e tutela ogni forma di vita.”

    “Mangiare la carne spegne il seme della grande compassione.”

    Dovrebbe essere l’ABC questa.
    E poi un mio post su FB: 🙂

    I VALORI DELLA VITA

    Come diceva Ippocrate: “Ci sono in realtà due cose: sapere e credere si sapere. Sapere è scienza, credere di sapere è ignoranza”.

    Voi onnivori credete che noi vegani crediamo di sapere.
    Noi vegani crediamo che voi onnivori credete di sapere.
    Chi sono gli ignoranti e chi sono i saggi?

    Per rispondere occorre e basta aprire gli occhi, guardarsi intorno, più in là del proprio naso e della propria pancia.
    Basta “ascoltare”, “sentire”, “percepire”, “vedere” la sofferenza di tutti gli animali uccisi, o che stanno per essere uccisi, il loro dolore, le loro urla, il loro terrore, la loro angoscia, i loro sguardi rivolti ai loro simili la cui esecuzione è solo rimandata…

    Una volta fatto questo scrutando nelle profondità del proprio cuore si troverà la risposta.

    L’equazione, o il sillogismo, è semplice:
    – Vivere zenza cibarsi di animali o prodotti da loro derivanti si può e mantiene in salute (lo dimostrano i milioni di vegani nel mondo che lo sono da anni e lo dichiara la Amercican Dietetic Association)
    – Cibarsi di animali causa in loro sofferenza

    Se ne deduce che:
    – La sofferenza a loro inflitta è INUTILE, serve solo ad appagare i propri sensi, il proprio piacere, il proprio ego.

    Da questo ne deriva che l’ONNVORO ragiona non il cuore e la parte più nobile del proprio cervello ma con quella più infima, approfittatrice, materiale, egoistica…

    Chi fa questo non si può dire che “SA” (da sapere), CONOSCE, e comprende quelli che sono i veri VALORI DELLA VITA. Crede che tutto gli sia DOVUTO anche se ciò comporta il dover CALPESTARE i DIRITTI ALTRUI (animali e/o umani) e questo fa di lui una cosa sola: l’icona perfetta dell’IGNORANZA!!

    GO VEGAN!!

    Non si può essere macrobiotico senza essere vegan. Lo è per definzione.
    E so che tu Dealma lo sei 🙂 🙂

    • Andrea non sai quanto ti capisco. E come apprezzo le citazioni che hai riportato. TI capisco bene perchè il mio percorso animalista/vegetariano e poi vegano è iniziato quando avevo 15 anni. In quegli anni ero davvero agguerrita e non sopportavo che gli altri non capissero e non facessero quella scelta che a me sembrava ovvia e dovuta. Poi negli anni mi sono “calmata”, sono diventata più tollerante e ho capito che ognuno di noi ha il proprio percorso di consapevolezza. C’è chi arriva prima e chi dopo. E chi mai purtroppo. Ma credo che non sia giusto pensare che sia un obbligo essere vegani, altrimenti il rischio è quello di diventare rigidi, intolleranti, intransigenti e allontanare gli altri, invece di invitarli a conoscere un modo alternativo di vedere il mondo e di compiere scelte alimentari. Non credo che macrobiotico e vagan debbano essere per forza legati, perchè “macrobiotico” implica l’adattamento all’ambiente. E alcuni ambienti terrestri non lo consentono (pensa agli Inuit, non potrebbero sopravvivere senza carne di foca in un ambiente così freddo). Però sono convinta che noi che viviamo in un clima e un ambiente non estremo, possiamo fare una scelta vegana. Non solo, noi che viviamo nel cosiddetto “Primo mondo”, quello privilegiato, abbiamo una responsabilità maggiore, non solo nei confronti degli animali, ma anche nei confronti di chi è meno fortunato, perchè possiamo scegliere il cibo ogni giorno senza grosse limitazioni. E già che siamo in argomento, aggiungo un mio personalissimo parere. Credo che se esiste davvero qualcosa che ci differenzia dagli animali, sia la possibilità di affrancarci dalla ruota di vita/morte, quella a cui sono assoggettati tutti gli animali, quella per cui qualcuno deve morire per dare la vita a qualcun altro. Noi abbiamo questa libertà…questa possibilità di elevazione…..

  16. Gent.le Dealma Franceschetti,

    mi chiamo Alfredo e da diversi mesi sto utilizzando alimenti quanto più possibile naturali e rispettosi delle caratteristiche fisiologiche dell’essere umano.
    Però ho un problema con i cereali e derivati integrali;infatti sembra che il mio organismo proprio non li accetti,reagendo con gonfiore addominale,feci molto molli,molti residui vegetali non digeriti,diminuzione della forza muscolare durante le uscite in bici,nervosismo,scarsa concentrazione.Tali sintomi si verificano con tutti i tipi di cereali integrali(anche quelli senza glutine) e svaniscono non appena riutilizzo i tipi raffinati.Molti anni fà adottai una dieta tipo macrobiotica ed ebbi gli stessi problemi,quindi non penso sia una questione di abitudine.
    Desidererei ricevere un consiglio su come comportarmi.Grazie.

    Cordiali saluti.

    • Ciao Alfredo, dal tipo di disturbo che mi racconti credo che il problema dipenda dal fatto che il tuo intestino non è abituato al cereale integrale e fa fatica a gestire la fibra. Per risolvere bisogna abituarlo gradualmente utilizzando i primi tempi solo cereali semi-integrali, alternati a quelli raffinati. E poi introdurre l’integrale pian piano. Se presenti parti non digerite nelle feci, significa che non mastichi a sufficienza. E’ fondamentale masticare i cereali in chicco almeno 30 volte ogni boccone, possibilmente anche di più. Ti rimando a questo articolo interessante sulla masticazione. In fondo trovi anche i trucchetti per imparare a masticare. fammi sapere come va dopo 2-3 settimane di sperimentazione. 🙂

  17. Buongiorno, grazie per le guide e per le preziose informazioni.
    Ho reperito miso e tamari, ma non so come inserirli nella dieta, in particolare per il miso (a parte la zuppa) non trovo altre ricette; potresti darmi dei suggerimenti su come utilizzarli in cucina?
    Grazie
    Alessio

    • Ciao Alessio, il miso si può usare per salare qualsiasi zuppa/minestrone, ma anche per i legumi, che si abbinano molto bene. Per i legumi basta scioglierne un po’ a parte con poca acqua e usarlo per condire dei legumi lessati. Oppure puoi usarlo per fare delle fantastiche salsine mescolandolo al tahin. Io mescolo 2 cucchiai di tahin con 1 cucchiaino di miso e un po’ d’acqua. Puoi usare questa salsina per condire delle verdure oppure da spalmare su pane o gallette. Per le salsine io amo in particolare lo Shiro miso, dal sapore delicato, ma va bene anche il classico miso di riso o d’orzo. E’ questione di gusti. Sperimenta! 🙂

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