“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.”
Francois de la Rochefoucauld

Vellutata di fagioli rossi

vellutata di fagioli rossi

Questa è una ricetta della mia amica Silvana, che mi ha svelato il suo segreto per una vellutata davvero “vellutata”, che io ovviamente condividerò con voi! 🙂

Questa vellutata si può preparare con qualsiasi altro legume a piacere.

La ricetta originale prevede anche mezza patata che io non ho messo.

 

 

 

 

Ingredienti

Per circa 4 persone:

  • 250 g di fagioli rossi
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 spicchi d’aglio
  • mezza cipolla
  • 1 foglia di alloro
  • 2 di salvia
  • 1 piccolo rametto di rosmarino
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • sale marino integrale e o salsa di soia q.b.

Ammolla i fagioli per una notte o per almeno 8 ore. Butta l’acqua e mettili in pentola con abbondante acqua. Porta a bollore e schiuma appena faranno un po’ di schiuma in superficie.

A questo punto aggiungi tutti gli altri ingredienti.

Cuoci per circa due ore.

A fine cottura, quando i fagioli saranno ben cotti, passali nel passaverdure con la griglia a buchi medi e passali una seconda volta con la griglia a buchi piccolissimi.

E’ fondamentale fare questa operazione quando è tutto ancora molto caldo.

Eccolo il segreto di Silvana: il doppio passaggio nel passaverdure e il calore.

Se la vellutata risulta troppo densa puoi aggiungere un po’ d’acqua.

Puoi servirla con qualche crostino o con qualche goccia di panna vegetale.

Grazie Silvana!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Commenti

7 commenti
  1. Ricette molto invitanti. Complimenti, Dealma!

  2. Grazie Dealma, adoro le vellutate ed è uno dei piatti “naturali” che piacciono anche ai miei bimbi! Ricevere le tue email è sempre una piacevole sorpresa e per me che mi sono avvicinata alla macrobiotica da autodidatta sono una risorsa preziosissima.
    Ne approfitto per chiederti qualche suggerimento su come usare la purea di umeboshi, ho letto che ha proprietà eccezionali ma il suo sapore non mi entusiasma… Qualche consiglio?
    Un caro saluto
    Paola

    • Ciao Paola, sono felice di sapere che le mie ricette ti piacciono. 🙂 La purea di ume si può usare in tenti modi, ti faccio qualche esempio. Puoi mescolarne mezzo cucchiaino con un cucchiaio (o più) di tahin e un po’ d’acqua, per fare una cremina salata da usare per condire cereali, verdure o da spalmare su pane o gallette. Puoi metterne un pochino dentro le palline di riso. In Giappone preparano delle palline di riso da asporto, con all’interno un pezzetto di prugna umeboshi per salarle, ma tu puoi mettere un po’ di purea. Rotola poi le palline nel sesamo. Puoi metterne una punta di cucchiaino nel tè kukicha se ti capita di avere fastidi allo stomaco o una digestione difficile. Puoi anche scioglierne un cucchiaino in un litro d’acqua, come alternativa alle bevande rimineralizzanti, per l’attività sportiva. L’umeboshi è davvero portentosa, anche se la sua forma più potente è la prugna intera. Io consiglio di avere in casa le 3 versioni dell’ume: le prugne, la purea e l’acidulato. E usarle a seconda del bisogno e delle occasioni. 🙂

  3. Grazie! Seguirò i tuoi consigli, apprezzo tantissimo la generosità nel condividere le tue competenze senza farne mercimonio.

    A presto
    Paola

  4. Ultimamente sto cucinando molto i legumi. Io di solito non butto l’acqua dell’ammollo, come consigli invece di fare tu. Sbaglio? Qual é la ragione per cui andrebbe invece buttata?

    • Ciao Anna, i legumi rilasciano nell’acqua d’ammollo molte delle sostanze che possono favorire la successiva fermentazione nell’intestino. L’ammollo (ma anche la cottura) serve inoltre a ridurre l’acido fitico, che secondo alcuni, può limitare l’assorbimento di alcuni nutrienti. Secondo altri però, ha anche effetti positivi, sembra essere anti tumorale e anti ossidante. Quindi per migliorare la digeribilità dei legumi e ridurre l’acido fitico, consiglio di buttare l’acqua di ammollo.

Scrivi un commento