“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.”
Francois de la Rochefoucauld

Crauti con carote e mele

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Le virtù dei cavoli sono note già dai tempi antichi. Nell’antica Grecia venivano usati come rimedio per molte malattie. Ippocrate, il padre della medicina, utilizzava il brodo di cavolo contro la tosse e la raucedine.

Oggi sappiamo che i cavoli hanno proprietà curative e preventive di molte malattie.

Sembra che i glucosinolati che proteggono la pianta da parassiti, funghi e batteri, proteggano anche noi dai tumori!

I cavoli hanno pochissime calorie, ma tantissime vitamine e sali minerali. Il cavolo cappuccio fornisce un apporto doppio di vitamina C rispetto alla stessa quantità di arance!

La cottura eccessiva ha effetti negativi non solo sulle vitamine, ma anche sui glucosinolati contenuti in tutte le specie di cavoli. E’ bene quindi seguire alcuni piccoli accorgimenti:

• lava i cavoli in acqua fredda
• non cuocerli troppo a lungo
• utilizza anche l’acqua di cottura (i glucosinolati vengono rilasciati nell’acqua durante la
cottura)
• consuma i cavoli anche freschi e fermentati

La fermentazione dei cavoli è un antichissimo sistema per conservarli durante l’inverno e poter beneficiare delle proprietà della verdura fresca, addizionata però di fermenti lattici.

I crauti fermentati che troviamo in commercio già pronti, sono stati pastorizzati per aumentarne la conservabilità. Questo riduce inevitabilmente molte delle preziose risorse nutrizionali. Quindi se hai la possibilità e la pazienza ti consiglio di provare a prepararli in casa. E una volta pronti puoi mangiarli come accompagnamento di vari piatti oppure cucinarli, per esempio con carote e mele. 😉

Ingredienti

  • 250 g di crauti
  • 2 cipolle
  • 1 carota
  • 1 mela
  • 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
  • 2 cucchiai di tamari

Affetta sottile la cipolla e a bastoncini la carota. Lascia imbiondire la cipolla con l’olio e un goccio d’acqua, poi aggiungi le carote e lascia stufare coperto per 10 minuti. Se necessario aggiungi ancora un po’ d’acqua. Nel frattempo sbuccia la mela e tagliala a cubetti. A fine cottura aggiungi la mela, i crauti e il tamari o lo shoyu e cuoci mescolando 1-2 minuti. Una spolverata di gomasio ed è pronto.

In questa ricetta puoi sostituire i crauti con il cavolo o la verza. Basterà metterli in padella subito insieme alle carote. 🙂

Macro-consiglio

Se non digerisci bene i cavoli, aggiungi semi di cumino, finocchio o coriandolo.

Buon appetito!

Prova questa ricetta e poi raccontami come è andata lasciando un commento. Condividere la tua esperienza sarà di grande aiuto per tutti! 🙂

 

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Commenti

7 commenti
  1. apprezzatissima!! ..la prossima volta provo ad aggiungere un pò di semi, ma solo per il piacere di nuovi sapori ..e….con cautela …prima o poi forse arriverò ai crauti fermentati in casa..
    Grazie 1000 !!!!

    • Fantastico! Ogni mia ricetta è un “canovaccio”, un suggerimento, un modo per invogliarvi a sperimentare, quindi ben venga provare ad aggiungere i semi!!!!!! Brava!

  2. Mannaggia! Ho letto tardi la ricetta! E dire che avevo tutti gli ingredienti in casa! Invece, mi sono limitata a far saltare delle semplici carote cotte al vapore in un cucchiaino di shoyu con un po’ di timo. Risultato? Ni… Trovo che non tutte le verdure stiano bene con lo shoyu: ad esempio, i broccoli mi piacciono moltissimo, ma le carote o la zucca proprio no…
    Consigli su come preparare delle semplici carote macrobiotiche? Meglio utilizzare l’olio? Mi piace decisamente di più con le carote.

    • Ciao Claire, l’abbinamento delle verdure allo shoyu è molto soggettivo. A me piace con tutte! 🙂 Io adoro le carote semplicemente lessate e poi condite con un po’ di acidulato di umeboshi e di gomasio. Poi mi piacciono anche stufate con olio, shoyu (ma tu puoi usare il sale) e zenzero. 🙂

  3. Eccomi di ritorno!
    La bella stagione e il rientro a casa mi hanno un po’ allontanato dalla macrobiotica. Piano piano sto riprendendo con maggiore consapevolezza, ascoltandomi. Ad esempio, dopo un anno di (semi)privazione di latticini ho capito che per me lo yogurt è troppo importante. Ergo, l’ho reintrodotto nella mia dieta. Evito di mangiare i formaggi, bevo solo latte vegetale e cerco di comprare o di cucinare dolci veg. Sono ancora molto lontana dall’alimentazione macrobiotica, però cerco di fare mia la filosofia dei cereali e la visione del cibo come energia. Non so se riuscirò mai ad abbracciare davvero la macrobiotica, però continuo a seguire il blog e il sito con passione e interesse.
    Bando alle ciance (mi sono un po’ dilungata ^^’), stasera ho provato questa ricetta. Risultato? Non del tutto soddisfacente. Preferisco la versione che preparavo prima con le sole mele cotte, tante mele cotte, cui aggiungevo i crauti che compro al biologico e che non sono pastorizzati. Le carote non mi hanno convinto granché, forse ce n’erano poche, non so… Anche le mele non davano molto sapore, ho pensato che sia dovuto alla varietà meno dolce che prendo da due mesi a questa parte. Poi ho usato il tamari al posto dello shoyu, perché sto cercando di evitare il glutine, e non mi piace tanto quanto suo cugino.
    Insomma, non mi arrendo e continuo a sperimentare, ma il risultato di stasera era davvero troppo agro e poco dolce!

    • Ciao Claire, ben tornata. 🙂 Io credo che tu stia facendo un ottimo percorso. Non badare se stai seguendo la macrobiotica oppure no. Stai cercando la tua strada, che ti faccia stare bene, questo è ciò che conta.

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