La soia nera è un legume davvero speciale che è bene conoscere e provare.

Al di là dei benefici tipici di tutti i legumi, la soia nera è particolarmente amica delle donne, in quanto aiuta ad ammorbidire i tessuti dell’apparato riproduttivo, infatti è utile per ridurre eventuali fibromi, miomi e cisti.

E’ utile anche lavorare su disturbi del ciclo e sui disturbi della menopausa.

Aiuta a fissare il calcio nelle ossa e con i suoi fito estrogeni ci protegge dal potenziale danno degli estrogeni animali (sia quelli che produciamo noi, sia quelli che si introducono mangiando latticini) e dagli interferenti endocrini (bisfenolo A e simili).

Per chi è preoccupato dai fitoestrogeni, rimando agli esperti le rassicurazioni.

Ad esempio il Dottor Franco Berrino in questo video, la dottoressa Silvia Goggi in questo video e la dottoressa Villarini (oncologa) in questo video.

E’ utile anche per rinfoltire e rinforzare i capelli e regolarizzare l’intestino.

E’ utile per la tosse secca e l’abbassamento della voce.

E’ proprio da provare! Si usa come un legume normalissimo, anche se ha un tempo di cottura molto lungo, un po’ come i ceci.

Non è da confondere con i fagioli neri e i fagioli azuki.

Ingredienti

  • 80 g di soia nera
  • 1 pezzo di alga kombu (circa 7-8 cm)
  • 1 cipolla
  • 2 carote
  • 1 spicchio di aglio (facoltativo)
  • mezzo cucchiaino di curcuma
  • mezzo cucchiaino di curry
  • mezzo cucchiaino di garam masala (facoltativo)
  • 1 cucchiaio di olio evo o di sesamo
  • 2 cucchiai di shoyu o tamari (salsa di soia)

Per il chapati:

  • 100 g di farina tipo 2  (di grani antichi o di farro)
  • 1 bustina di zafferano
  • 2 cucchiai di gomasio
  • acqua q.b.

Metti in ammollo la soia nera per almeno 12 ore. Io la lascio molto di più in effetti, anche un paio di giorni, cambiando l’acqua ogni 8-10 ore circa.

Se preferisci pupi cuocerne di più (data la lunga cottura quindi il consumo di gas) e poi aggiungerne 200 g una volta cotta.

Butta l’acqua di ammollo e mettila in pentola a pressione con la kombu e abbondante acqua.

Cuoci per circa 2 ore.

Prepara le verdure. Pulisci e taglia a pezzetti la cipolla e le carote.

Trasferisci in padella con le spezie, l’olio e l’aglio.

Fai rosolare piano per qualche minuto, poi aggiungi un po’ d’acqua elascia stufare coperto finchè e verdure saranno cotte.

A fine cottura aggiungi la salsa di soia e cuoci ancora un paio di minuti.

Frulla le verdure con la soia cotta.

Prepara il chapati mescolando la farina con il gomasio e lo zafferano. A me piace mettere lo zafferano in questo modo perchè così resterà qualche puntino rosso.

Se preferisci una versione più uniforme, sciogli lo zafferano a parte in poca acqua.

Aggiungi pian piano un po’ d’acqua (o l’acqua allo zafferano) e impasta.

Stendi col mattarello molto sottile, 1 millimetro!

Taglia dei dischi e cuocili in padella antiaderente, ben calda, coprendo con un coperchio, così gonfieranno un pochino.

Cuoci su entrambi i lati per alcun minuti.

Servi il dahl con il chapati e se ti piace, una spolverata di prezzemolo tritato.

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4 Comments

  • Pubblicato 15 Ottobre 2020 12:00 MANUELA BOLOGNINI 0Likes

    Più che un commento vorrei chiedere se la soia nera va bene anche in caso di ipotiroidismo. Ho avuto tiroidite di Hashimoto e la soia (es tofu) mi fa stare male.
    Grazie.

    • Pubblicato 15 Ottobre 2020 12:19 Dealma Franceschetti 0Likes

      Ciao Manuela, devi valutare tu, è sempre soia. Però bisogna capire se il tuo “star male” è sulla tiroide o se intendi un malessere generale o problemi di stomaco o intestino, perchè in questo caso non dipende dalla soia, ma da tofu, che è molto yin. Ti consiglio semmai di usare il tempeh, non il tofu. Nella cucina macrobiotica si usa la soia anche con l’hashimoto, però la soia “buona”, quindi miso, salsa di soia, tempeh, poco tofu e non ad esempio latte di soia, burger di soia, yofurt di soia, ecc. E la si abbina sempre alle alghe. (la sezione “commenti” è dedicata anche alle domande, tranquilla).

  • Pubblicato 15 Ottobre 2020 10:58 Caterina 0Likes

    buonissimo!!!
    il chapati lo cuocio in pentola di ferro o diacciaio pesante

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