“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.”
Francois de la Rochefoucauld

Farro monococco con pesto di rucola

Farro monococco con pesto di rucola

Il Farro monococco (Triticum monococcum) è una delle prime forme di grano coltivate dall’uomo, circa 10 mila anni fa (alcuni sostengono 20 mila anni fa).

Viene considerato “il padre di tutti i frumenti”.  Purtroppo, già durante l’età del Bronzo, la sua coltivazione è stata quasi abbandonata a favore di altre varietà con rese più alte.

Oggi lo stiamo recuperando, perchè ci siamo accorti che è decisamente più sano del grano moderno!

Ecco perchè:

  • Ha un glutine più digeribile e più facilmente “riconoscibile” dal nostro sistema immunitario rispetto a quello del grano moderno, riducendo quindi infiammazione e probabilità di sviluppare l’intolleranza al glutine. Il rapporto proteine solubili/insolubili del monococco è di 2:1, mentre quello del grano moderno è di 8:1. Le proteine insolubili sono quelle più difficili da digerire. Il grano moderno è frutto di vari incroci e modificazioni e sembra che possieda almeno un 5% di proteine completamente nuove a cui il nostro corpo e il sistema immunitario devono ancora adattarsi. Gli incroci con altre graminacee ha portato a modifiche del genoma, soprattutto in relazione al glutine, cioè alla frazione proteica.  Una delle varietà usate per incrociarlo conteneva il genoma D del glutine, varietà che è alla base dell’ intolleranza alimentare per il frumento. Il glutine del monococco è invece geneticamente di tipo A, quello più antico. Il grano moderno possiede il tipo A e il tipo D, quindi una modificazione nella composizione proteica del glutine che lo rende problematico soprattutto per il sistema immunitario dell’uomo.
  • Contiene da 5 a 8 volte in più antiossidanti come i Carotenoidi, rispetto al grano moderno.
  • Possiede un’ottima resistenza alle malattie e richiede poca concimazione. Ha quindi un basso impatto ambientale.
  • Contiene un rapporto amilosio/amilopectina a favore dell’amilosio, un amido che viene assorbito lentamente, quindi non produce un picco glicemico. L’amilopectina invece viene assorbita in fretta alzando velocemente la glicemia. Il grano moderno ha un rapporto inverso, con una maggior quantità di amilopectina (ne contiene il 75% !). Quindi il farro monococco, rispetto al grano moderno, aiuta a regolarizzare i livelli di glicosio e di insulina nel sangue dopo i pasti, regalandoci anche un senso di sazietà più prolungato.

Ingredienti

Per 2 persone:

  • 150 g  di farro monococco
  • 80 g  di rucola
  • 100 g di anacardi
  • 1oo g di yogurt di soia non docificato
  • 1 cucchiaio abbondante di shoyu
  • 4 cucchiai di olio e.v.o.
  • 1 pezzetto di alga kombu

Lava il farro e mettilo in pentola con 3 volte il volume di acqua (circa 600 ml) e il pezzettino di alga kombu.

Porta a bollore, poi abbassa la fiamma, metti un coperchio (lasciando un piccolo spiraglio) e cuoci per circa 45 minuti. Poi spegni e lascia riposare 1 minuti coperto.

Prepara il pesto frullando la rucola con gli anacardi, lo yogurt, lo shoyu e l’olio.

Quando il farro è ben asciutto, togli l’alga kombu (puoi buttarla oppure sciacquarla e farla seccare per un secondo utilizzo) e condisci con il pesto.

Servi con una spolverata di ancardi tritati oppure di gomasio.

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Commenti

8 commenti
  1. Grazie Dealma, molto interessante anche la spiegazione delle differenze tra i due tipi di farro ed il grano. Fra una pasta integrale di farro dicocco ed una non integrale di farro monococco quale è preferibile?

    • Ciao Luisa, monococco e dicocco vanno bene entrambi, quindi preferirei l’integrale indipendentemente che sia con monococco o dicocco.

  2. Ciao Dealma!
    Mi piacerebbe fare questa ricetta domani ma mi è sorto un dubbio
    Come dici tu e come c’è scritto sulla confezione il farro cuoce in 3 parti di acqua. Nell’articolo però ho letto che hai usato 600 ml per 150 gr.
    E’ un errore di battitura o è meglio aggiungere più acqua in cottura?

    Grazie e complimenti per il sito!

    • Ciao Rose, la quantità di acqua può variare un pochino in base a come tieni la fiamma e il coperchio. Di solito per il farro si misura 3 volte il volume. Io vado a bicchieri. Con un mio bicchiere, riempito fino a poco meno del bordo, faccio circa 150 g di farro e misuro 3 bicchieri colmi d’acqua, quindi circa 550-600 ml. Il modo migliore per capire quanta acqua usare è provare. 🙂

  3. Cara Dealma come promesso su fb ti do il mio parere su questa ricetta. farro ottimo e la salsa pure , unico appunto mi risultava un pelo amara causa gusto rucola intenso , ti risulta?
    il farro lo avevo messo in ammollo e fatto un pò germogliare ma forse era troppo umido e si stava già rovinando verso l’irrancidimento.potrebbe essere un fattore che ha intensificato l’amaro della rucola secondo te?

    Ciao e grazieeee

    Isaura

    • Ciao Isaura, la rucola ha il suo sapore amaro, che non piace a tutti. Se vuoi puoi smorzarlo un pochino aggiungendo del basilico. Non so dirti se l’orzo ammollato possa aver contribuito, ma non credo. 🙂

      • Grazie Dealma!!

        • Ciao! una parte l’avevo congelata per non farla andare a male in frigo dopo 10 gg , l’ho trovato ancora più buono di appena fatto!! grazie

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