Quando parto per le vacanze, porto sempre con me un piccolo “kit macrobiotico” che può sempre essere utile. Esattamente come porto anche un piccolo kit di rimedi omeopatici e fitoterapici di base. 🙂

Preparo solitamente dei piccoli vasetti, come quelli che vedi in foto, ma dipende dalla durata della vacanza e dal tipo di vacanza.

Ecco cosa può essere utile quando si va in vacanza:

  1. Prugna umeboshi
  2. Kuzu
  3. Gomasio
  4. Agar Agar in polvere
  5. Tè Kukicha
  6. Shoyu o tamari (salsa di soia)

Quando si viaggia (zaino in spalla ad esempio) portiamoci almeno un paio di prugne umeboshi e magari del gomasio. Occupano pochissimo spazio e si conservano perfettamente anche al caldo.

Come utilizzarli:

1) La prugna umeboshi può servire per tanti utilizzi, dall’indigestione, alla diarrea del viaggiatore, ai cali di pressione per il caldo, alla perdita di sali minerali, alla stanchezza.

E’ utile anche per il mal di testa localizzato sulla fronte oppure agli occhi o alle tempie.

In “emergenza” (ad esempio un calo di pressione, stanchezza durante un trekking o una scalata) si può mangiarne un piccolo pezzettino. In alternativa, possono essere utili le pastigliette (meno potenti della prugna, ma efficaci). Si succhiano 3-4 pastigliette.

Se vogliamo usarla come “prevenzione”, mettiamola nella bottiglia dell’acqua, nella borraccia oppure ne tè.

Se si viaggia in paesi tropicali, può essere utile mangiare mezza prugna (anche una intera volendo) ogni giorno, come prevenzione della “diarrea del viaggiatore”. Dato che è molto salata, può essere difficile mangiarla così com’è. Si può mettere in una tazza di tè. Si beve il tè e alla fine si mangia la prugna.

2) Il kuzu è prezioso in caso di diarrea, ma che reflusso, difficoltà digestiva, bruciore di stomaco, mal di gola e febbre.

Però richiede la cottura. Va preparato sciogliendolo in acqua e poi portato a bollore. Quindi non è adatto durante un viaggio o se non si può cucinare. Per chi invece va in vacanza in un posto dove c’è una cucina, o anche solo un fornelletto da campeggio, allora diventa prezioso.

Si può preparare ad esempio il famoso rimedio Ume-sho-kuzu (oppure ume-kuzu se non aggiungiamo lo shoyu) che trovi qui, con tutte le indicazioni di utilizzo.

3) Il gomasio può essere utile per momenti di stanchezza, di mancanza di concentrazione, ma anche per la nausea, il bruciore di stomaco o i crampi allo stomaco e il mal di testa localizzato sulla fronte.

Se ne mastica bene mezzo o un cucchiaino. E’ comodo per il viaggiatore con zaino in spalla o per chi non può cucinare, perchè si usa così com’è.

4) L’agar agar può essere utile in caso di stitichezza. A volte capita che andando via di casa l’intestino rallenti per un giorno o due. Possiamo “muoverlo” con l’effetto lubrificante e ammorbidente dell’agar agar.

Però va cucinato, quindi non è adatto per chi non ha a disposizione un fornello.

Qui la ricetta per preparare il rimedio per la stitichezza.

5) Il tè kukicha non è solo un buon tè senza teina, ma può servire da rimedio per la cattiva digestione, soprattutto se abbinato ad un pezzetto di prugna umeboshi (si mette dentro al tè e poi alla fine si mangia).

Si può usare anche come tonico in caso di stanchezza o di cali di pressione, aggiungendo nella tazza qualche goccia di salsa di soia (shoyu o tamari).

Deve essere fatto bollire però, quindi non è adatto in mancanza del fuoco. In alternativa si può utilizzare l’hojicha, che si mette solo in infusione, ma ha un po’ di teina. Sono comode anche le bustine.

6) Shoyu o tamari possono servire proprio per il rimedio appena descritto, con il tè kukicha.

Non è indispensabile portare tutti gli ingredienti citati.

Consiglio però di portarsi sicuramente la prugna umeboshi, che può rivelarsi una vera “medicina” per tanti problemi, soprattutto se si visitano i paesi tropicali.

E se ti stai chiedendo cosa mangiare in vacanza, a questa pagina trovi i miei consigli! 🙂

Libro consigliato per approfondire il tema dei rimedi macrobiotici: Il libro dei rimedi macrobiotici. Michio Kushi.

Buone vacanze!

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