L’umeboshi è una prugna/albicocca lasciata essiccare e poi messa sotto sale con foglie di shiso e sotto pressione e lasciata a fermentare per molto tempo, anche degli anni.

“Umeboshi” significa infatti “ume essiccata” (ume: prugna – boshi: secco)

L’albero dell’ume (Prunus mume) cresce in asia ed ha la particolarità di fiorire in inverno, esprimendo quindi la sua grande forza vitale.

L’ume è dunque un frutto, che da millenni viene raccolto acerbo, lasciato essiccare, quindi messo in barili di legno con sale marino e foglie di shiso. Si usano dei pesi per schiacciare e si lascia a fermentare.

Le umeboshi sono quindi degli insalatini sotto pressione, un po’ come si fanno i crauti.

Le umeboshi vengono lasciate nei barili da 6 mesi a sette anni.

Proprietà dell’umeboshi

  • E’ un potente alcalinizzante, grazie soprattutto alla notevole quantità di citrati
  • Toglie la stanchezza
  • Stimola il fegato
  • Stimola l’intestino
  • Antibatterica
  • Velocizza la scomposizione dell’acido lattico
  • “Antidoto” all’abuso di alcol o di zucchero

Per quali problemi può essere utile

  • Ma di testa sulla fronte o agli occhi/tempie
  • Nausea (da movimento, gravidica, da terapie, ecc.)
  • Stitichezza
  • Disbiosi
  • Reflusso
  • difficoltà digestiva
  • Ipotensione estiva (prova a mettere una prugna nella bottiglia di acqua che porti con te fuori casa)
  • alitosi

Come si usa l’umeboshi

Si può usare in cucina oppure come rimedio per diversi problemi.

Come rimedio si usa solitamente abbinata ad altri ingredienti perchè è molto salata:

  • Abbinata al kuzu, per preparare la famosa bevanda di kuzu e umeboshi oppure ume-sho-kuzu (con la presenza anche dello shoyu). Si usa per reflusso, difficoltà digestiva, a volte anche per il bruciore di stomaco. Efficace anche per diarrea, colite, disbiosi, febbre, raffreddore, mal di gola (in questo caso si aggiunge anche qualche goccia di succo di zenzero), mal di testa localizzato sulla fronte oppure agli occhi o alle tempie. Qui c’è la ricetta.
  • Abbinata al tè kukicha, per favorire la digestione o per il mal di testa sulla fronte oppure agli occhi o alle tempie. Si mette in una tazza un pezzetto di prugna e si versa il tè. Si beve il tè e alla fine si mangia il pezzettino di umeboshi.
  • Abbinata all’acqua, per alcalinizzare e per l’ipotensione estiva. Utile anche per gli sportivi, per velocizzare la scomposizione dell’acido lattico e dare resistenza.
  • Si può anche succhiare il nocciolo: per difficoltà digestiva, alitosi, mal di testa fronte-occhi-tempie.

In cucina si usa per salare soprattutto. Si può schiacciare con la forchetta e usarla in vari modi:

  • Per salare cereali o verdure.
  • Ottima mescolata al tahin per ottenere una crema salata spalmabile oppure per condire i cereali o per accompagnare verdure.
  • Si può usare persino nelle zuppe.

Curiosità: Un tempo le umeboshi venivano utilizzate per le intossicazioni alimentari, i disturbi gastrici e intestinali, il mal di mare, la stanchezza, il mal di testa e come “antidoto” alle sbornie. Si usavano anche mescolate al riso cotto, per conservarlo più a lungo, grazie alle proprietà antibatteriche.

Nota: In commercio troviamo anche la purea di umeboshi, molto pratica sia in cucina sia per i rimedi. Io consiglio di avere in casa sia le prugne sia la purea, in modo da usarle a seconda della necessità. Si conservano praticamente all’infinito. Possono stare anche fuori frigo. In commercio troviamo anche l’acidulato di umeboshi, un ottimo condimento acidulo e salato da usare a crudo su verdure cotte o crude, cereali, ecc. Qui uno speciale sull’acidulato.

Umeboshi e sport

Per lo sport è davvero preziosa, perchè  aumenta la resistenza e riduce sia l’indolenzimento dei giorni successivi, sia la possibilità di avere crampi. Si può preparare l’acqua all’umeboshi. Si può seguire la ricetta classica in cui si fa bollire per 10 minuti una prugna umeboshi in un litro di acqua. Poi si lascia raffreddare e si usa a piacere, prima, durante e dopo l’attività fisica. Oppure, se non si ha tempo, si può mettere direttamente la prugna nella bottiglia dell’acqua.

Yin e yang nelle prugne umeboshi

Le Umeboshi rappresentano un incredibile esempio della conoscenza del principio yin e yang.

Il frutto dell’ume viene raccolto acerbo, quando è massima la quantità di citrati (alcalinizzanti). Questo fa dell’ume un frutto molto yin.

Ma il processo di preparazione equilibra lo yin intenso con fattori yang: il sole (per farla essiccare), il sale, la pressione e il tempo.

Si viene a creare quindi un’intensa polarità yin/yang che conferisce all’umeboshi una grande energia.

Come per tutte le cose, l’equilibrio è la chiave. Quindi non cadiamo nella trappola del “se un po’ fa bene, allora di più fa meglio“. L’umeboshi a usata senza abusarne, mi raccomando! 🙂

Dove acquistare le prugne umeboshi, la purea e l’acidulato:

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2 Comments

  • Pubblicato 2 Dicembre 2020 15:03 Helga 0Likes

    Ciao Dealma, dopo averti scoperta ho introdotto parecchi alimenti nuovi nella mia dispensa ma all umeboshi credo che spetti il posto d onore: l˙ a-do-ro :-)…quel mix acido-salato mi piace troppo. Nelle insalate un cucchiaio di acidulato, uno d olio e uno di semi misti e il gioco e` fatto. La bevanda con il kuzu poi e` una panacea veramente…a volte me la faccio per il semplice gusto di berla, soprattutto in queste sere freddine. E per le tue salsine la purea di umeboshi e` l ideale. Non smettero` mai di ringraziarti per tutti i tuoi consigli e per le tue ricette che sono sempre una fonte d ispirazione alla mia mancanza di creativita` 😉

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