“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte.”
Francois de la Rochefoucauld

Bocconcini di seitan alle mandorle

Bocconcini di pollo alle mandorle 2 copia

Questa è una di quelle ricette che io definisco “macrobioticizzate”.

Mi sono ispirata al classico pollo alle mandorle dei ristoranti cinesi che mangiavo da ragazzina. Ho un vago ricordo, perchè sono passati praticamente vent’anni, ma credo di essermi avvicinata….

Il seitan è un ingrediente molto interessante perchè con la sua consistenza simile a quella della carne, permette di preparare piatti soddisfacenti anche per i cosiddetti “carnivori”.

Solitamente viene utilizzato anche dai vegani come fonte di proteine vegetali.

In effetti il seitan è ricco di proteine, ma l’alta concentrazione di glutine può creare qualche problema, soprattutto all’intestino, indebolendolo e rendendo difficoltoso l’assorbimento dei nutrienti. Inoltre può favorire lo sviluppo di intolleranze al glutine.

Consiglio quindi di utilizzarlo saltuariamente, proprio per “macrobioticizzare” o comunque trasformare in versione vegan, i classici piatti a base di carne, come ho fatto, per esempio, in occasione del Menù di Pasqua per creare il “non vitello non tonnato”.

Ingredienti

Per circa 2 persone:

  • 250 g di seitan
  • 1 cipolla grossa o 2 piccole
  • 80 g di mandorle bianche
  • 1 cucchiaio di succo di zenzero
  • 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva o di sesamo
  • 2-3 cucchiai di tamari o shoyu
  • farina integrale o farina “0” q.b.
  • 1 pizzico di sale

Distribuisci le mandorle in una teglia rivestita con carta forno e inforna per circa 10 minuti a 160°. Quando comincerai a sentire il profumo di mandorle tostate saranno pronte. Attenzione a non bruciacchiarle.

Trita la cipolla e lasciala rosolare in padella con l’olio e un pizzico di sale.

Nel frattempo taglia il seitan a cubetti e infarinalo bene.

Quando la cipolla è appassita aggiungi il seitan e rosola qualche minuto mescolando. Aggiungi poca acqua e lascia cuocere qualche minuto mescolando ogni tanto.

Non distrarti perchè la presenza della farina tende a far attaccare alla padella e a bruciacchiare.

Aggiungi il tamari o lo shoyu, il succo di zenzero e le mandorle tostate.

Ti ricordo che per ottenere il succo di zenzero basta grattugiare un pezzetto di radice fresca e poi strizzare la polpa ottenuta.

Se fosse necessario aggiungi ancora un po’ d’acqua in modo da ottenere una quantità sufficiente di sughetto. Mescola bene ed è pronto.

Buon appetito!

salutiamoci200 Questa ricetta partecipa a Salutiamoci, la raccolta di ricette buone e sane che segue le indicazioni del Prof. Berrino dell’Istituto Tumori di Milano. Per tutto il mese di Aprile sarà ospite di I Paciocchi di Francy e l’ingrediente protagonista è la mandorla!

 

 

 

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Commenti

25 commenti
  1. è una ricetta davvero bella!!!!!!!!!!!!!!! grazie :-))))

    • In bocca al lupo per l’ultima settimana di Salutiamoci! 🙂

  2. Ciao Dealma! Interessante questa ricetta, secondo te si può provare anche con il tofu?
    Volevo chiederti anche qualche consiglio sul kuzu. Ieri sera ho improvvisato dei gamberi in agrodolce: ho saltato le verdure, poi i gamberi, quindi ho aggiunto un cucchiaio di malto, dello shoyu e dell’acidulato di riso: perfetto 🙂 Siccome ho appena comprato il kuzu ho provato a metterne un paio di “blocchetti” per fare la salsina tipo listolante cinese, e in effetti è venuta, ma si è rappresa forse un po’ troppo. Che mi consigli? Il malto avrebbe comunque fatto lo stesso lavoro, magari il kuzu non ci voleva? PS. Lo so, i gamberi sono un po’ “forti”, ma a volte bisogna trovare qualche compromesso con i non-macrobiotici che ci vogliono bene 🙂

    • Ciao Simona,
      il kuzu andava bene, forse ce ne voleva semplicemente meno perchè addensa molto, o forse andava sciolto prima in un po’ d’acqua per diluirlo. L’idea è buona comunque. 🙂 Il tofu al posto del seitan va bene, ma sapore e consistenza cambiano decisamente. E’ da provare e se piace… 😉

  3. Sì, è probabile che ce ne volesse semplicemente di meno. Grazie Dealma!

  4. Favolosa questa ricetta! Da provare al più presto! Grazie per i tuoi preziosi spunti 🙂

  5. Ciao Dealma, volevo segnalarti le propretà dell’ortica, che mi è capitato per caso di leggere qui: http://www.marola.it/private/erbario.htm. Da quando mi interesso di macrobiotica mi chiedo se non sia plausibile che esistano anche da noi alimenti particolarmente curativi come quelli giapponesi (shiitake ecc.), solo che se ne è persa la conoscenza, o non è stato coltivato un sapere sulla conservazione volto anche a potenziarne le qualità, come accade per alimenti come le umeboshi, ad esempio. Che ne pensi? Sarebbe interessante scoprire alimenti-medicina che crescono qui da noi.

    • Verissimo, abbiamo perso l’uso di moltissime piante con effetti curativi o particolarmente benefici. Mi viene in mente la radice di bardana, che un tempo faceva parte dell’alimentazione contadina, ma oggi è stata dimenticata. Sarebbe bello fare una ricerca mirata al recupero dei nostri alimenti medicina. Dai provaci, poi pubblichiamo un articolo sul mio blog! 🙂

  6. Bella sfida! Temo di non essere preparata, al massimo potrei fare una raccolta di pezzi trovati in giro come quello che ti ho indicato… Comunque sono sicura che questa cosa continuerà a girarmi per la testa, se mi viene qualche idea te lo faccio sapere sicuramente. Buona festa!

  7. PS. Grazie 1000 per lo spunto sulla bardana, ce n’è un sacco nei prati dove vado a passeggiare con il cane… Ma come faccio a capire se è adatta a me? Mi è stato diagnosticato (macrobioticamente) un pancreas-fegato forte ma reni debooli.

    • La bardana, come tutte le radici, rinforza soprattutto l’intestino crasso e i polmoni. Però fa bene comunque a tutti. Il cibo specifico per rinforzare i reni è il fagiolo azuki. 🙂

      • Ciao,
        consiglio vivamente l’edizione rivista de “Il medico di se stesso” di Muramoto (per intenderci copertina arancione, non rossa). Le nostre erbe al servizio della salute e molto altro, usatissimo dai macrobiotici.
        Macrociao!

        • Fa già parte della mia “macro-libreria”, ma grazie lo steso della segnalazione! 🙂

  8. Grazie!

  9. Grazie Laura!

  10. Mi piace davvero tanto il seitan e mi piace sperimentare nuove ricette che lo prevedono. L’idea poi di unirlo alle mandorle è davvero buona ^_^! Non ho il tamari, ma domani sera lo proverò lo stesso, accompagnandolo con una zuppetta di piselli

    • Benvenuta Satsuki,
      la salsa di soia è abbastanza importante in questa ricetta perchè ti permette di creare “la salsina”, ma val la pena provare lo stesso. Poi raccontami come è venuta! 🙂

  11. Ciao Dealma! Questa sera ho provato la tua ricetta con il seitan e devo dire che e’ veramente buonissima! Non avevo le mandorle e quindi all’ultimo ho messo le nocciole tostate….da leccarsi i baffi!!!

    • Ciao Karen,
      l’idea delle nocciole è davvero fantastica, da provare sicuramente, brava! 🙂

  12. Ciao Dealma!
    Scrivo qui, perché credo che sia il post con più attinenza.
    Oggi ho provato a fare i bocconcini di soia al curry seguendo la ricetta di un negozio. Non mi sono piaciuti per niente! Troppo curry, che già di per sé detesto, e troppi semi di sesamo, ma poi troppo insapore e acquoso, se si dimentica il curry. Sospetto che non mi piaccia troppo la soia, un po’ come il tofu. Però mi chiedevo… Conosci qualche ricetta con i bocconcini di soia? Hai qualche consiglio in merito?

    • Ciao Claire, non so darti suggerimenti, perchè non li uso, anzi ne sconsiglio sempre il consumo. Tutti i vari preparati industriali e tipicamente occidentali, a base di soia, sono piuttosto indigesti e poco interessanti per la nostra salute: i vari bocconcini, hamburgher, granulare, ecc. La soia andrebbe usata seguendo la tradizione millenaria occidentale, che la vede fermentata (miso, salsa di soia, tempeh, natto) o al massimo lavorata e cagliata come nel caso del tofu, perchè è un legume davvero difficile da digerire. La fermentazione pre-digerisce le parti più difficili, rendendo la soia adatta. Pensa che anticamente veniva considerata inadatta al consumo umano e usata solo per azotare i campi! Poi hanno scoperto la fermentazione ed è iniziata la tradizione dell’uso della soia anche in campo alimentare.

  13. Capisco… Allora poco male se non la utilizzo perché non mi piace!
    Invece, il seitan è più consigliato?

    • Il seitan va usato con attenzione perchè è un concentrato di glutine. Non lo userei più di 2-3 volte al mese. Io lo uso davvero di rado.

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